Seguici

Per ricevere gli aggiornamenti di Cagliari News nella tua casella di posta, inserisci la tua e-mail nel campo sottostante.

Premendo il pulsante Iscriviti, confermi di aver letto e di accettare la nostra Informativa sulla privacy

L’ultimo desiderio di Ivano, ingegnere morto a 37 anni: “Tanti bonifici per la casa di Giulia a Cagliari”

L’ultimo desiderio di Ivano Zucca, portato via da un tumore flash: “Non fiori ma offerte per il progetto di Eleonora Galia”. E la richiesta diventa virale: “GiĆ  raccolti 10mila euro”
Paolo Rapeanu

Villamar, Tiana e la Sardegna intera piangono Ivano Zucca, l’ingegnere-artista scomparso a 37 anni. Il suo ultimo desiderio ĆØ un inno alla vita: “Non fiori, ma mattoni per la casa di Giulia a Cagliari, per i bambini malati”

Esistono vite che, pur nella loro brevitĆ , riescono a tracciare solchi cosƬ profondi da diventare percorsi per chi resta. Quella di Ivano Zucca, scomparso da meno di due settimane a soli 37 anni, ĆØ una di queste. Ingegnere stimato presso il Comune di Villamar, Ivano non era solo un tecnico rigoroso e appassionato del suo lavoro; era un’anima vibrante, una voce che sapeva toccare le corde più intime della sensibilitĆ  umana quando saliva sul palco con il suo gruppo musicale. Oggi, quel silenzio lasciato dalla sua assenza fisica viene riempito da un coro di solidarietĆ  che attraversa l’intera Sardegna, proprio come lui aveva sognato.

Un talento tra i progetti e il palcoscenico

Chi lo ha conosciuto descrive Ivano come un uomo poliedrico. Da una parte l’ingegnere, l’uomo delle certezze e della ricostruzione, colonna portante dell’ufficio tecnico di Villamar; dall'altra il cantante, l’artista capace di sprigionare energia e bellezza attraverso la musica. Ma sopra ogni ruolo professionale o artistico, Ivano era, per sua stessa natura, un "ottimo figlio e un fidanzato esemplare". La sua dedizione verso la famiglia – il padre, la mamma, la sorella – e l'amore profondo per la sua compagna, sono stati il faro che ha illuminato anche i giorni più bui della malattia.

La battaglia contro l'astrocitoma

Un anno fa, la sfida più difficile: la diagnosi di un astrocitoma. Da quel momento, Ivano ha indossato l’armatura del guerriero. Ha affrontato un delicatissimo intervento chirurgico al cervello, lunghi cicli di chemioterapia e radioterapia, senza mai perdere quella luciditĆ  e quella generositĆ  d’animo che lo contraddistinguevano. In questo anno di lotta, non ha mai smesso di preoccuparsi per gli altri. Anche quando il corpo cedeva, il suo spirito restava saldo nel pensiero di chi sarebbe rimasto: "Sono dispiaciuto per chi lascio su questa terra", ripeteva con la dolcezza di chi ama troppo per pensare a se stesso.

L’ultimo incarico: trasformare il dolore in speranza

Prima di andare via, Ivano ha affidato alla sua fidanzata un compito preciso, quasi un testamento spirituale da consegnare ai tantissimi amici sparsi in ogni angolo dell’Isola. Non voleva fiori per il suo addio. Sapeva che i fiori appassiscono, mentre il bene, se coltivato, può dare frutti eterni. La sua volontĆ  ĆØ stata chiara: ogni offerta, ogni gesto di affetto, doveva essere devoluto all'Associazione "Il Sogno di Giulia Zedda ODV".

Un legame, quello con il sogno della piccola Giulia, che Ivano ha sentito profondamente, comprendendo che la sua battaglia personale poteva trasformarsi in un aiuto concreto per chi sta vivendo lo stesso calvario, specialmente i più piccoli.

LEGGI ANCHE: Cagliari, la missione di mamma Eleonora: ā€œUna casa per le famiglie dei bimbi malati di tumoreā€

Una casa per le famiglie della Sardegna

I fondi raccolti grazie alla generositĆ  di parenti e amici serviranno per un progetto ambizioso e necessario: la "Casa degli Amici di Giulia". Questa struttura sorgerĆ  a Cagliari per ospitare le famiglie dei bambini e dei ragazzi malati di tumore che, provenienti da ogni parte della regione, devono recarsi nel capoluogo per le cure. Cagliari rappresenta infatti l'unico centro pediatrico di oncologia in Sardegna, e spesso le famiglie si trovano ad affrontare, oltre al dolore della malattia, il peso logistico ed economico delle trasferte.

"Ivano, l’ingegnere, ha voluto cosƬ progettare un’ultima, grandissima opera: una casa fatta non solo di cemento, ma di solidarietĆ  e accoglienza. Una casa dove il suo ricordo vivrĆ  in ogni sorriso di un bambino e in ogni sospiro di sollievo di un genitore.

"Abbiamo giĆ  ricevuto circa diecimila euro", spiega a Cagliari News Eleonora Galia, fondatrice dell'associazione in memoria della figlia, Giulia, volata via troppo presto. "Dedichiamo un pensiero, forte e eterno, a Ivano, per avere espresso una volontĆ  che ci consentirĆ  di arrivare all'obbiettivo di tirare su la casa, e un abbraccio fortissimo a tutti i suoi cari".

Per ricevere gli aggiornamenti di Cagliari News nella tua casella di posta, inserisci la tua e-mail nel campo sottostante.

Premendo il pulsante Iscriviti, confermi di aver letto e di accettare la nostra Informativa sulla privacy