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Il “muro invisibile” di 3 km che soffocava il mare: blitz dei carabinieri sub a Quartu

Smantellata una gigantesca trappola abusiva che minacciava la fauna ittica
Ennio Neri

L’impegno dell’arma dei carabinieri per la difesa dei fondali sardi segna oggi un punto di svolta. I militari del comando provinciale di Cagliari combattono senza sosta contro il fenomeno delle “reti fantasma” e il bracconaggio ittico organizzato. Dopo le recenti operazioni nel Golfo degli Angeli e nell’Area Marina Protetta di Villasimius, i sommozzatori hanno concentrato le loro energie sul litorale di Quartu Sant’Elena. Qui, durante una complessa missione di monitoraggio, gli operatori hanno scoperto un vero e proprio disastro ambientale nascosto sotto la superficie dell’acqua cristallina.

La trappola chilometrica svelata dai sommozzatori

L’immersione di perlustrazione ha portato alla luce un muro invisibile di proporzioni enormi. I carabinieri del nucleo subacquei hanno individuato circa tre chilometri di reti da pesca posizionate in modo totalmente abusivo. Gli autori del gesto hanno steso questa barriera senza utilizzare le boe di segnalazione obbligatorie, rendendo l’attrezzatura un pericolo costante per le eliche e i motori delle imbarcazioni di passaggio. Oltre al rischio per la navigazione, le reti mancavano dei codici identificativi che la legge impone per tracciare l’attivitĆ  di pesca professionale.

Un ecosistema marino sotto assedio

Questi strumenti di morte silenziosa soffocavano letteralmente la vita sottomarina. Le reti abusive catturano indiscriminatamente ogni specie, bloccando il naturale ciclo riproduttivo della fauna locale e danneggiando la biodiversitĆ . L’azione dei carabinieri ha interrotto questo scempio ecologico. I militari hanno rimosso immediatamente il materiale illecito, evitando che la trappola continuasse a uccidere pesci, tartarughe e crostacei. L'operazione odierna pulisce i fondali da una presenza ingombrante e tossica, restituendo ossigeno e libertĆ  a un tratto di mare fondamentale per l'economia e il turismo della zona.

ProfessionalitĆ  e tecnologia al servizio della natura

Il successo dell’intervento deriva dall'altissima preparazione tecnica del nucleo subacquei. I sommozzatori dell'arma affrontano quotidianamente sfide logistiche complesse per mappare e bonificare i fondali della Sardegna. Una volta completato il recupero dei tre chilometri di nylon e cime, i militari hanno trasportato il carico a terra per la messa in sicurezza. I carabinieri hanno giĆ  avviato le procedure di smaltimento e informato la competente AutoritĆ  Amministrativa per le sanzioni e gli adempimenti previsti dalla legge. L’attivitĆ  investigativa prosegue ora per risalire ai responsabili di questo grave illecito ambientale.

Sicurezza e legalitĆ  lungo le coste sarde

L’istituzione conferma con forza la propria dedizione alla tutela del patrimonio naturalistico. Questo blitz non rappresenta un episodio isolato, ma fa parte di una strategia di controllo capillare del territorio e del mare. Proteggere i fondali significa anche tutelare i pescatori onesti che rispettano le regole e subiscono la concorrenza sleale del bracconaggio. I carabinieri garantiscono la presenza costante lungo le coste, pronti a intervenire contro ogni forma di inquinamento o sfruttamento illegale delle risorse. La lotta alle reti abusive prosegue, affinchĆ© nessun "muro invisibile" possa più minacciare la bellezza e la salute dei nostri mari.

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