Scomparsa Stefano Cardia: il “cuore” del Polo di Scienze della Vita si è fermato dopo l’ultimo weekend di Cagliari Monumenti Aperti
Il Polo di Scienze della Vita dell’Università di Cagliari ha perso la sua colonna portante, il volto amico che per decenni ha accolto generazioni di studenti tra i corridoi e i laboratori. È scomparso improvvisamente Stefano Cardia, storico custode della struttura di via Fiorelli, stroncato da un malore fatale proprio al termine di un fine settimana intenso, quello di Monumenti Aperti, che lo aveva visto ancora una volta protagonista silenzioso e attento della vita cittadina e accademica.
Una vita dedicata all’Ateneo
Stefano Cardia non era solo un dipendente universitario; per migliaia di iscritti alle facoltà di Biologia, Farmacia e Medicina, era un’istituzione. La sua presenza costante dietro il bancone dell’ingresso o tra i vialetti della facoltà rappresentava un punto di riferimento insostituibile. In un mondo accademico che corre veloce, Cardia incarnava quella figura di altri tempi capace di unire il rigore del dovere a una profonda umanità, sempre pronto a una battuta, a un consiglio o semplicemente a un sorriso rassicurante prima di un esame difficile.
Il tragico malore dopo Monumenti Aperti
Il destino ha voluto che Stefano se ne andasse subito dopo aver assistito alla grande festa della cultura cagliaritana. Il weekend di Monumenti Aperti aveva visto il Polo di via Fiorelli spalancare le porte ai visitatori, e come sempre il personale di custodia era stato in prima linea per garantire il successo della manifestazione. Il malore che lo ha colpito poche ore dopo la chiusura dell’evento ha lasciato sotto shock l’intera comunità: dai docenti, che in lui vedevano un collaboratore prezioso e fidato, agli studenti, che lo consideravano quasi uno di famiglia.
Il ricordo di colleghi e studenti
Appena la notizia si è diffusa, tra i colleghi e gli studenti è scoppiata la disperazione e la tristezza.
L'Ateneo di Cagliari perde un pezzo della sua storia recente. Stefano Cardia lascia un vuoto incolmabile, ma anche il ricordo di una dedizione assoluta al proprio lavoro. I funerali rappresenteranno l'occasione per un ultimo, commosso saluto da parte di quella "grande famiglia" che lo ha accompagnato per una vita intera.