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Cagliari, attacco sulle case popolari di via Boito: “Tolte alle giovani coppie e date a Rom e migranti”

Affondo contro la giunta Zedda: “Rischio ghetto in via Boito a San Benedetto”
Paolo Rapeanu

Lega-Anima di Sadegna: “Alloggi via Boito: da giovani coppie a Rom e senza tetto”

Lega-Anima di Sardegna all’attacco a Cagliari. Al centro delle polemiche finisce il progetto via Boito a San Benedetto, una riqualificazione attesa da anni che oggi sembra cambiare volto. Il consigliere comunale Ferdinando Secchi ha depositato un’interrogazione urgente indirizzata al sindaco per fare luce su quello che appare come un drastico stravolgimento delle finalitĆ  originarie.

Spariscono gli alloggi per le giovani coppie?

Secondo le informazioni raccolte da Secchi, il piano originario del 2012, che prevedeva 40 alloggi a canone moderato per giovani coppie e famiglie in difficoltĆ , risulterebbe oggi quasi del tutto cancellato. La variante proposta ridurrebbe l’intervento a soli 10 appartamenti, sollevando dubbi sulla fine che abbiano fatto i restanti 30 alloggi e i relativi finanziamenti. “Come mai”, chiede Secchi, “l’amministrazione avrebbe deciso di sfilare queste opportunitĆ  dalle mani dei giovani cagliaritani proprio nel picco di una crisi abitativa senza precedenti”?

Il dubbio sulla nuova destinazione: Rom, senza tetto e richiedenti asilo?

L'aspetto che desta maggiore preoccupazione riguarda l'identitƠ dei nuovi possibili inquilini. L'interrogazione di Secchi chiede conferma circa la volontƠ della Giunta di destinare i pochi spazi rimasti esclusivamente a nuclei Rom, Sinti e Caminanti. Oltre a persone senza fissa dimora e richiedenti asilo. "Se tale scenario trovasse conferma", aggiunge Secchi, "ci si troverebbe davanti a una scelta che ignora il tessuto sociale di San Benedetto. Ci si chiede se concentrare fragilitƠ cosƬ diverse in un'unica piccola struttura non rischi di generare un "ghetto" anzichƩ favorire una reale inclusione diffusa nel territorio".

Assenza di trasparenza e partecipazione: cosa nasconde la Giunta?

Il consigliere Secchi contesta inoltre il metodo utilizzato per approvare quella che definisce una "variante a sorpresa". Perché i cittadini di San Benedetto non hanno ricevuto alcuna comunicazione su un cambio di rotta così radicale? La Lega dubita che una scelta calata dall'alto, senza un piano di accompagnamento socio-educativo e un adeguato presidio di sicurezza, possa fare il bene del quartiere. Il timore è che l'amministrazione intenda scaricare sulla zona di via Boito e via Donizetti problemi di marginalità che richiederebbero ben altra programmazione.

Secchi sostiene la petizione: "La Giunta faccia un passo indietro?"

Di fronte a queste incognite, i residenti hanno giĆ  avviato una raccolta firme per chiedere il ripristino del progetto via Boito San Benedetto nella sua forma originale. La Lega annuncia il pieno sostegno a questa mobilitazione popolare. "I cittadini meritano rispetto e risposte chiare: dov’è finita la riqualificazione per le famiglie?", incalza Secchi. L'interrogazione esige la convocazione immediata di un'assemblea pubblica. E' tempo che il sindaco spieghi se intende davvero ignorare le promesse fatte al quartiere per inseguire una gestione dell'accoglienza che appare improvvisata e potenzialmente esplosiva.

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