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Accuse di abusi nella Chiesa di Cagliari: “Denunciati tanti preti ma sono ancora al loro posto”

Il caso, da appurare, di padre Efisio Schirru di Bonaria non è certo isolato. Le denunce di abusi sessuali sono molte di più: “La Curia lo sa ma non fa nulla”
Paolo Rapeanu

Accuse di abusi nella Chiesa di Cagliari: “Denunciati tanti preti ma sono ancora al loro posto”

Il caso di presunti abusi sessuali compiuti su un giovane desideroso di diventare seminarista da padre Efisio Schirru? Non è l’unico caso che avvolge la Curia di Cagliari già da tempo.

L’onda d’urto del caso Bonaria

Il fulcro della vicenda riguarda pesanti accuse di abusi che avrebbero coinvolto padre Efisio Schirru, mercedario, figura di spicco nel panorama ecclesiastico locale. Tuttavia, ciò che sta sollevando un’indignazione senza precedenti non è solo la natura dei reati contestati, ma il presunto immobilismo dei vertici. Le testimonianze che emergono disegnano un quadro inquietante: denunce presentate anni fa, segnalazioni ai superiori e appelli rimasti, troppo spesso, chiusi nei cassetti polverosi delle cancellerie vescovili.

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"Molti sacerdoti sono stati segnalati per condotte inappropriate, eppure sono ancora al loro posto, a contatto con i giovani", denunciano alcune vittime e associazioni. È una frase che pesa come un macigno sulla gestione dell'Arcivescovo Giuseppe Baturi, chiamato oggi a rispondere di una strategia difensiva che molti leggono come una colpevole inerzia.

L'intervento delle istituzioni: il monito della Garante

La gravità della situazione aveva spinto, a marzo,la Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Carla Puligheddu, a rompere il silenzio istituzionale con una lettera aperta indirizzata direttamente all'Arcivescovo. Il messaggio era stato perentorio: non possono esistere zone franche.

"È necessaria una vigilanza rigorosa e costante anche in ambito ecclesiastico. La tutela dei minori deve prevalere su ogni logica di protezione dell'istituzione o di segretezza interna."

La Garante, volendo sintetizzare, aveva richiamato la Chiesa di Cagliari alle proprie responsabilità morali e civili, sottolineando come la prevenzione degli abusi non possa limitarsi a dichiarazioni d'intenti, ma debba tradursi nell'allontanamento immediato di chiunque sia sospettato di mettere a rischio l'integrità dei bambini.

Una fiducia da ricostruire

Mentre le indagini proseguono, la città si interroga sul silenzio che ha protetto certi ambienti per decenni. La richiesta che sale dalla piazza e dalle istituzioni è univoca: trasparenza totale. Il "mix logico" tra la cronaca nera di Bonaria e il richiamo formale della Garante delinea una crisi di fiducia profonda. Se la Chiesa cagliaritana vuole davvero "tutelare i minori", dovrà dimostrare di avere il coraggio di fare pulizia al proprio interno, senza sconti e senza attese, perché ogni giorno di ritardo è un tradimento verso chi non ha voce.

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