Al museo Archeologico di Cagliari i decori della vecchia chiesa del Carmine: ritrovate le antiche sculture
Saranno esposti al Museo Archeologico Cagliari i decori dell’antica Chiesa del Carmine: le sculture salvate dalle bombe. Il cuore storico di Cagliari recupera una parte fondamentale della sua identitĆ visiva. Il Museo Archeologico di Cagliari ha inaugurato un percorso espositivo che permette finalmente di ammirare da vicino i resti marmorei e lapidei della antica Chiesa di Nostra Signora del Carmine. Non si tratta di semplici frammenti. Ma di vere e proprie sculture che ornavano le volte e i soffitti a cassettoni della cappella nobiliare della famiglia Ripoll, nel quartiere di Stampace. Questi elementi, rimasti per decenni nei depositi, raccontano oggi la maestria degli artigiani sardi del sedicesimo secolo. E la forza di una cittĆ che ha saputo proteggere la propria arte persino sotto le bombe.
La bellezza scolpita nella pietra: rosette e diamanti
Il nuovo allestimento mette in risalto la raffinatezza delle decorazioni che un tempo sovrastavano i fedeli in viale Trieste. I visitatori possono osservare i motivi a rosetta e le caratteristiche punte di diamante. Scolpite con una precisione che sfida i secoli. Questi decori della chiesa del Carmine rappresentano il passaggio dallo stile tardogotico a quello rinascimentale. Seguendo il gusto delle grandi famiglie spagnole che dominavano la Sardegna nel Seicento. La collocazione scelta, nel passaggio che unisce il Museo alla Pinacoteca Nazionale, trasforma una zona di transito in una galleria d’arte architettonica a cielo aperto (seppur protetto).
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Dalle rovine del 1943 al salvataggio nel dopoguerra
La storia di questi reperti è legata a uno dei momenti più drammatici della storia sarda: i bombardamenti del 1943. Mentre gran parte della chiesa del Carmine crollava sotto i colpi dell'aviazione alleata, alcuni blocchi scolpiti resistettero tra le macerie. Nel 1948, poco prima che il Genio Civile abbattesse definitivamente i resti pericolanti per ricostruire la chiesa moderna che vediamo oggi, i tecnici del Museo riuscirono a recuperare queste pietre lavorate. Il trasporto verso la Cittadella dei Musei fu un atto di amore verso il patrimonio cittadino. Evitando che queste testimonianze del passato finissero in discarica insieme ai detriti.
Un legame spezzato che oggi si ricompone
L'esposizione dei decori della Chiesa del Carmine chiude un cerchio aperto oltre ottant'anni fa. Vedere questi soffitti scolpiti a pochi centimetri dagli occhi, anziché a dieci metri di altezza, permette di apprezzare dettagli tecnici e sfumature della pietra che altrimenti resterebbero invisibili. Il restauro accurato ha rimosso le croste nere del tempo e i residui dei crolli, restituendo alla città un pezzo di quella Cagliari antica che molti credevano perduta per sempre. L'allestimento si inserisce in una strategia di valorizzazione che punta a rendere il Museo non solo un luogo di reperti nuragici o fenici, ma un custode della storia urbana medievale e moderna.