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Omicidio di Monserrato, la trappola della “banda dei pacchi”: imboscata fatale per Leonardo Mocci

I fratelli di Pirri, Gianmarco e Filippo Tunis, erano soliti attirare le vittime per poi rapinarle brutalmente. Stavolta, il finto affare รจ finito nel sangue
Paolo Rapeanu

Omicidio a Monserrato: la trappola della “banda dei pacchi” dietro il delitto mocci

Un finto affare di droga da 10mila euro finisce con un omicidio a Monserrato. Al centro dell’inchiesta i fratelli Tunis e la spietata tecnica dei “pacchi”: attirare le vittime per poi rapinarle brutalmente.

La cronaca nera sarda torna a scuotersi con i dettagli che emergono nelle ultime ore sull’omicidio avvenuto a Monserrato il 23 aprile 2026, che ha portato alla morte del giovane Leonardo Mocci, emerge un modus operandi criminale ben definito e tristemente noto negli ambienti sotterranei della criminalitร  locale: la tecnica del “pacco”.

La finta vendita e l’agguato in piazza Settimio Severo: cosรฌ รจ “nato” l’omicidio di Monserrato

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, tutto ha inizio con un’offerta apparentemente irrinunciabile: 3 kg di hashish di tipo “dry” per 10mila euro. Un prezzo “allettante” che ha spinto Filippo Frau e Leonardo Mocci a raggiungere il civico 3 di piazza Settimio Severo, luogo indicato dall’indagato Daniel Campus come sede del suo presunto deposito.

Ma ad attendere i due giovani non c'era alcuna sostanza stupefacente. Non appena Frau รจ sceso dall'auto con il denaro, รจ stato aggredito da un gruppo di soggetti travisati e armati. Il giovane รจ stato colpito violentemente prima con un pugno e poi con il calcio di una pistola, mentre i complici raccoglievano il bottino. La tragedia รจ perรฒ precipitata quando Leonardo Mocci, nel tentativo di soccorrere l'amico, รจ sceso dall'auto: uno degli aggressori ha esploso un colpo di pistola che lo ha colpito mortalmente al torace.

Chi รจ la "banda dpacchi": i fratelli Tunis

Le testimonianze raccolte dagli investigatori descrivono un quadro inquietante su Gianmarco e Filippo Tunis, i due fratelli ora accusati di concorso in rapina e omicidio (entrambi sono difesi dall'avvocaro Riccardo Floris). Nell'ambiente, i Tunis sarebbero stati celebri proprio per l'organizzazione dei cosiddetti "pacchi".

  • Il modus operandi: attirare aspiranti acquirenti di droga in luoghi isolati con promesse di prezzi vantaggiosi per poi derubarli sotto la minaccia di armi.
  • La fama criminale: diversi testimoni hanno riferito che le gesta dei due fratelli venivano addirittura commentate su chat Telegram dedicate, dove venivano descritti come persone di cui "tutti avevano paura".
  • Il riconoscimento: Nonostante il volto coperto, alcuni testimoni hanno identificato Gianmarco Tunis per la sua stazza robusta.

Il ruolo dei complici e la fuga verso Pirri

L'indagine ha messo in luce una pianificazione meticolosa. Daniel Campus avrebbe agito da "esca", mantenendo i contatti social con le vittime e guidandole verso il luogo dell'agguato. Mentre la rapina si consumava, Campus sarebbe rimasto nell'androne del palazzo, fingendosi estraneo ai fatti un istante dopo lo sparo.

Dopo il delitto, il gruppo รจ fuggito verso Pirri. Le telecamere di sorveglianza e le tracce audio registrate nei pressi dell'abitazione di un conoscente hanno incastrato ulteriormente i sospettati: "Fra, siamo a piedi... serve una macchina", si sente in una traccia audio captata poco dopo l'omicidio. Elementi che, uniti ai messaggi vocali inviati da Campus ("Fili, scappa, scappa!"), hanno blindato il quadro indiziario.


L'ordinanza di custodia cautelare per i fratelli Tunis e Daniel Campus segna un punto di svolta fondamentale nel contrasto alla criminalitร  violenta legata allo spaccio nel cagliaritano. Resta perรฒ il monito su una realtร  giovanile dove il confine tra "affari" illeciti e violenza estrema รจ diventato drammaticamente sottile.

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