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Schiaffo al Ministero: sbloccato il maxi impianto agrivoltaico di Guspini

I giudici impongono tempi certi per il progetto
Ennio Neri

Il Tar Sardegna sblocca l’agrivoltaico AgriSardegna a Guspini

I magistrati del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna intervengono con fermezza nella gestione burocratica delle energie rinnovabili. La Sezione Prima del tribunale isolano ha accolto il ricorso presentato dalla societĆ  Ica Ren For S.r.l., mettendo fine a una fase di incertezza che durava da mesi. Al centro della disputa si trova il progetto AgriSardegna, un piano per la realizzazione di un vasto impianto agrivoltaico nel territorio di Guspini, nel Sud Sardegna. L’impresa contestava l’inerzia del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), colpevole di non aver fornito risposte sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

Le tappe della disputa legale

L’azienda ha avviato l’iter per il rilascio della documentazione ambientale il 12 aprile 2024. Il piano industriale prevede numeri significativi: una potenza di picco di 102,27 MWp supportata da un sistema di accumulo energetico da 90 MW. Nonostante il deposito di tutte le integrazioni richieste e la chiusura delle consultazioni pubbliche nel settembre 2025, il Ministero ha mantenuto un silenzio totale. La Commissione Tecnica Pnrr-Pniec non ha prodotto alcun atto definitivo, costringendo la societĆ  a chiedere l’intervento dei giudici per ottenere lo sblocco dell’agrivoltaico di AgriSardegna.

La posizione netta dei giudici amministrativi

Il Collegio giudicante, con la presidenza di Giulia Ferrari, ha dato piena ragione alla societĆ  ricorrente. I giudici richiamano con chiarezza il Testo Unico dell'Ambiente, il quale impone scadenze temporali che la pubblica amministrazione deve rispettare. La legge assegna infatti alla Commissione solo trenta giorni di tempo per esprimersi dopo la chiusura dei tavoli di consultazione. Nel caso specifico di Guspini, il tempo a disposizione degli uffici romani risultava scaduto giĆ  nell'autunno del 2025. La sentenza ribadisce l'obbligo per lo Stato di concludere i procedimenti con decisioni espresse, soprattutto quando si tratta di opere strategiche per il sistema paese.

Cronoprogramma vincolante per il Ministero

Il tribunale isolano non si limita alla condanna morale, ma detta un calendario rigido per le prossime mosse dell'amministrazione centrale. La Commissione Tecnica ha ora l'obbligo di preparare lo schema di provvedimento entro sessanta giorni. Una volta completato questo passaggio, il Direttore generale del Ministero dovrĆ  firmare l'atto finale entro ulteriori due mesi. Se gli uffici dovessero ignorare ancora una volta questi ordini, il potere di decisione passerĆ  automaticamente al Capo del Dipartimento Sviluppo Sostenibile. Questo meccanismo garantisce che il progetto non rimanga vittima di ulteriori rimpalli burocratici.

Una vittoria per la transizione energetica nell'isola

La decisione del tribunale sardo lancia un segnale fortissimo a tutto il settore delle energie verdi. La pronuncia chiarisce che il carico di lavoro degli uffici o la complessitĆ  dei dossier non autorizzano il superamento dei limiti di legge. Il progetto AgriSardegna unisce la produzione di energia pulita alla continuazione delle attivitĆ  agricole, seguendo le linee guida del recente Decreto Ambiente. Grazie a questa sentenza, gli investitori ottengono maggiori tutele contro le lungaggini della burocrazia, accelerando la trasformazione energetica della Sardegna e il raggiungimento degli obiettivi climatici nazionali.

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