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Piazza del Carmine, l’area fuori controllo che spacca Cagliari: chi ha la colpa?

Tra accuse di “buonismo” e critiche ai tagli del Governo, il centro storico diventa il terreno di uno scontro politico
Ennio Neri

Sicurezza a Cagliari: il futuro incerto di piazza del Carmine

Il tema della sicurezza urbana a Cagliari occupa stabilmente il centro della scena politica regionale. Gli ultimi fatti di cronaca e le immagini del degrado in centro riportano le istituzioni davanti a responsabilità non più rimandabili. Al centro della tempesta resta piazza del Carmine, un tempo salotto cittadino e oggi simbolo di una crisi che coinvolge residenti, commercianti e turisti. La polemica vede protagonisti contrapposti: da una parte l’opposizione che chiede il pugno duro, dall’altra la giunta che rivendica una visione sociale del problema.

L’attacco del Centrodestra: accuse di immobilismo alla giunta

I consiglieri di minoranza, guidati dal capogruppo di Fratelli d’Italia Pierluigi Mannino e dal consigliere regionale Corrado Meloni, guidano l’offensiva contro l’amministrazione Zedda. Secondo gli esponenti del centrodestra, il primo cittadino dimostra un atteggiamento irresponsabile. “Di fronte all’evidenza di una piazza trasformata in zona franca per lo spaccio, bivacchi e latrine a cielo aperto, la reazione del Sindaco è stata il più classico e inaccettabile degli scaricabarile”, denunciano i consiglieri. L’attacco si concentra sulla scelta di eliminare i divieti di accattonaggio, mossa che avrebbe tolto ogni potere d’intervento alla polizia locale. La minoranza rincara la dose: “Governare significa affrontare i problemi a testa alta, non cercare alibi o nemici lontani per mascherare il fallimento delle proprie politiche”.

La difesa del centrosinistra: il dito puntato contro lo Stato

Dall'altra parte, la maggioranza guidata dal Sindaco Massimo Zedda e la capogruppo di Sinistra Futura, Laura Stochino, respingono le accuse al mittente. La difesa del centrosinistra poggia su un pilastro preciso: la sicurezza dell'ordine pubblico spetta allo Stato. "Il governo Meloni aveva promesso città più sicure e vivibili, ma quanto accade a Cagliari è la dimostrazione del fallimento di quel piano", afferma Stochino. La consigliera evidenzia come i tagli al welfare e la mancanza di presidi fissi alimentino le tensioni. L'amministrazione rivendica il proprio impegno su istruzione e inclusione sociale, lanciando un appello agli avversari: "Se Meloni ritiene che Cagliari sia diventata invivibile, collabori di più con la nostra amministrazione invece di lanciare parole al vento".

Leggi anche: Cagliari, Fdi contro Zedda: “Piazza del Carmine è diventata piazza del crimine”

Le critiche dei commercianti e i dubbi sull'urbanistica

Un ulteriore fronte di critica riguarda la recente pianificazione del territorio. Diversi esponenti politici sollevano dubbi sulla pedonalizzazione di via Sassari. Secondo i critici, queste modifiche creano barriere fisiche che rendono i quartieri meno visibili, favorendo indirettamente la criminalità predatoria. La minoranza sostiene che queste zone, prive di traffico veicolare e sorveglianza adeguata, si trasformino facilmente in rifugi per microcriminali. "Quella che imperversa nelle nostre città è, di fatto, una guerra e in guerra non c’è spazio per la pietà", scrive Pierluigi Mannino sul suo blog, invocando tolleranza zero per chi trasforma le piazze in dormitori all'aperto.

La ricerca di una via d’uscita tra patti e rimpatri

La soluzione alla crisi richiede il superamento dello scontro frontale e il rispetto degli accordi siglati tra gli enti locali e il Ministero dell'Interno alla fine del 2025. Quel documento tracciava una rotta precisa per la sicurezza a Cagliari: lo Stato deve garantire rimpatri forzati efficaci e una presenza visibile sul territorio, mentre il Comune deve assicurare il decoro e il rispetto delle regole di convivenza. La cittadinanza chiede ora fatti concreti. Solo una visione comune tra autorità locali e nazionali permetterà a Cagliari di vincere la battaglia contro il degrado e di ritrovare la sua vocazione di capitale mediterranea accogliente.

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