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Capoterra, cresce l’angoscia per Nicola Cambarau: il 39enne cercato anche con gli elicotteri

Controlli a terra ma anche dal cielo per l’uomo sparito due giorni fa. Il suo cellulare è irraggiungibile, nessuna traccia dell’auto
Paolo Rapeanu

A Capoterra crescono ansia e angoscia per Nicola Cambarau, scomparso nel nulla ormai da due giorni. Elicotteri e squadre setacciano anche le campagne

Familiari e soccorritori in corsa contro il tempo. Un’intera comunità con il fiato sospeso e una macchina dei soccorsi che non conosce sosta. Da oltre ventiquattr’ore, il comune di Capoterra e l’hinterland cagliaritano vivono ore di profonda apprensione per la sorte di Nicola Cambarau.

Si tratta del trentanovenne di cui si sono perse le tracce nella serata di due giorni fa, 3 maggio 2026.

Quella che inizialmente appariva come una possibile allontanamento temporaneo si è trasformata, ora dopo ora, in un’emergenza. Dalle prime luci dell’alba di oggi, le operazioni di ricerca hanno subito una significativa accelerazione.

Il dispiegamento di forze è imponente. Tuttavia, la vera novità di queste ore riguarda l'impiego dei mezzi aerei. Diversi elicotteri stanno sorvolando ininterrottamente il territorio, battendo non solo il centro abitato di Capoterra, ma concentrandosi in particolare sulle aree più critiche e difficilmente raggiungibili via terra.

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Le ricerche dall'alto sono considerate fondamentali in questa fase. Gli elicotteri, dotati di strumentazioni termiche di ultima generazione, stanno sorvolando le creste e i valloni del massiccio montuoso che fa da cornice alla zona, spingendosi verso l'interno, dove il terreno si fa più scosceso.

L'obbiettivo è individuare qualsiasi traccia o segnale che possa condurre al 39enne, in una corsa contro il tempo dettata anche dalle temperature che, sebbene primaverili, possono scendere sensibilmente durante le ore notturne nelle zone collinari.

Secondo le ricostruzioni fornite dai familiari e dalle autorità, Nicola Cambarau è stato visto l'ultima volta due sere fa in via Satta, a Capoterra. Non risulterebbero, finora, elementi che possano far pensare a un allontanamento volontario pianificato, il che aumenta la preoccupazione che l'uomo possa aver avuto un malore o un incidente durante una passeggiata o un momento di distrazione.

Sui social media, l'appello dei familiari è diventato virale in poche ore, con migliaia di condivisioni. Molti cittadini si sono offerti spontaneamente di partecipare alle ricerche, sebbene le autorità abbiano raccomandato la massima prudenza e di non intralciare il lavoro delle squadre specializzate, specialmente nelle zone montuose dove il rischio di infortuni è elevato.

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