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Cagliari, Sant’Efisio trema: l’epidemia mette a rischio i buoi della sfilata

Incubo dermatite: il piano d’emergenza per salvare il rito del primo maggio
Ennio Neri

Cagliari, a Sant’Efisio buoi della festa a rischio per la dermatite

La 370ª edizione della sagra più amata dai sardi affronta un ostacolo imprevisto che minaccia l’integrità della sfilata tradizionale. La Sant Efisio Cagliari festa a rischio buoi a causa di tre focolai di dermatite nodulare contagiosa (Lsd) esplosi nel sud-est dell’Isola. Il virus ha colpito otto animali tra Muravera e Villaputzu, causando già sei decessi e attivando immediatamente le rigide misure di sorveglianza sanitaria previste dai protocolli veterinari.

Il blocco della zona di restrizione

Le attuali norme sanitarie impongono vincoli severi in un raggio che varia dai 20 ai 50 chilometri dai punti di infezione. Questa “zona rossa” comprende purtroppo anche l’area vasta di Cagliari, impedendo di fatto la movimentazione dei bovini necessari per trainare le imponenti traccas e il cocchio del Santo. Ad oggi, i servizi veterinari della Regione e della ASL non hanno ancora concesso deroghe, lasciando nell’incertezza le coppie di buoi che da mesi si preparano per il pellegrinaggio solenne verso Pula.

L'Arciconfraternita non ferma il voto

Nonostante l'emergenza, la fede non arretra. Andrea Loi, presidente dell’Arciconfraternita del Gonfalone, rassicura i fedeli sulla prosecuzione del rito. La devozione per il martire guerriero che liberò la città dalla peste nel 1600 resta salda: la Confraternita ha sciolto il voto persino sotto i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e durante le restrizioni del Covid. Tuttavia, l'assenza dei buoi rappresenterebbe un colpo durissimo per i proprietari degli animali che lavorano con amore e per le restauratrici che hanno appena concluso il recupero dei carri grazie al sostegno della Fondazione di Sardegna.

La corsa contro il tempo per il 30 aprile

Il direttore artistico della festa, Ottavio Nieddu, mantiene viva la speranza. Le attuali restrizioni scadrebbero ufficialmente il 30 aprile. Se non emergeranno nuovi casi di contagio nelle prossime ore, la sorveglianza potrebbe allentarsi, permettendo il trasferimento dei capi verso il capoluogo. Il problema principale resta però il calendario organizzativo: l'allestimento dei 32 carri richiede almeno dieci giorni di lavoro intenso. L'organizzazione ha già consegnato alla ASL l'elenco completo della provenienza dei bovini, confermando che nessun animale arriva dalle zone colpite dai focolai.

Un impatto oltre i confini dell'Isola

La Sant Efisio Cagliari festa a rischio buoi non rappresenta solo un problema locale, ma un danno d'immagine per un evento conosciuto in tutto il mondo. Il mancato utilizzo dei bovini snaturerebbe il cuore della processione, trasformando la sfilata in un evento monco della sua componente più ancestrale e scenografica. La comunità attende ora un segnale immediato dalle autorità sanitarie per capire se il primo maggio i buoi potranno calpestare nuovamente il tappeto di fiori di Cagliari, Capoterra, Sarroch e Villa San Pietro prima di giungere alla chiesetta sul mare.

Il valore del restauro e della tradizione

L'attesa per il responso della Regione tiene col fiato sospeso non solo i fedeli, ma anche tutto l'indotto turistico e culturale. I carri cerimoniali splendono grazie ai recenti lavori di manutenzione. pronti a mostrare la ricchezza dei tessuti e degli ornamenti della tradizione sarda. La speranza collettiva punta tutto sulla resilienza del comparto agricolo e sulla clemenza dell'epidemia. Affinché il simulacro del Santo possa viaggiare con la dignità e la potenza dei suoi storici accompagnatori a quattro zampe.

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