22enne morto nell’auto rubata a Uta, il dolore dell’amico sopravvissuto
L’incidente a Uta e il morto a bordo di un’auto Fiat Panda rubata lascia una comunità nel dolore. Riccardo Mascia, 23 anni di Assemini, affida ai social lo strazio per la perdita dell’amico Michele Murgia: “Insieme dovevamo tornare”.
Un risveglio drammatico quello che ha colpito la comunità di Assemini e dintorni, dopo la notizia del fatale incidente avvenuto nelle strade di Uta. Al centro della tragedia la morte del giovane Michele Murgia e il dolore lacerante del suo amico, Riccardo Mascia, sopravvissuto allo schianto ma distrutto dal rimorso.
Il post sui social: “Un incubo da cui vorrei svegliarmi”
Poche ore dopo l’incidente, la disperazione di Riccardo Mascia ha trovato voce su Facebook e Instagram. Accompagnando il post con le immagini agghiaccianti della Fiat Panda distrutta, il 23enne ha espresso tutto il suo tormento per una scelta che si è rivelata fatale.
"Amico mio non so come esprimermi, io sono qua e tu non sei più qua e io questo non lo accetto perché eravamo insieme e insieme dovevamo tornare. Non ti dimenticherò mai amore mio, non saremmo mai dovuti salire su questa macchina. Rimarrai sempre con me, vola alto piccolo."
Parole cariche di una consapevolezza amara: quella di un viaggio che non avrebbe mai dovuto aver luogo. "Vorrei solo svegliarmi e far sì che non fosse vero cosa abbiamo fatto", scrive ancora il giovane, sottolineando il peso di una notte finita nel peggiore dei modi.
La dinamica: lo schianto nell'auto rubata
Secondo le prime ricostruzioni, i due giovani viaggiavano a bordo di una Fiat Panda che è risultata essere stata rubata a Quartu. Per cause ancora in fase di accertamento da parte delle autorità competenti, il conducente, forse una terza persona riuscita sinora a rendersi irrintracciabile, ha perso il controllo del veicolo, terminando la corsa in un impatto violentissimo che non ha lasciato scampo a Michele Murgia.
Mentre Riccardo Mascia è riuscito a salvarsi, le sue condizioni psicologiche sono ora segnate dal trauma. Le foto della carcassa dell'auto, pubblicate proprio dal sopravvissuto, testimoniano la violenza dell'urto e rendono ancora più tangibile la tragedia che ha spezzato una giovane vita.
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Una comunità sotto choc
La notizia si è diffusa rapidamente tra Assemini e Uta, dove i due ragazzi erano conosciuti. Il web si è stretto attorno al dolore delle famiglie, mentre i messaggi di cordoglio per Michele si moltiplicano di ora in ora. Resta l'amarezza per una tragica fatalità legata a una bravata o a una scelta sbagliata, un errore che Riccardo Mascia ha definito come un fardello insopportabile: "Eravamo insieme e insieme dovevamo tornare".
Le indagini dei carabinieri proseguiranno per chiarire gli ultimi istanti prima dello schianto, ma per ora resta solo il silenzio di una perdita che nessuna spiegazione potrà colmare.