Seguici

Per ricevere gli aggiornamenti di Cagliari News nella tua casella di posta, inserisci la tua e-mail nel campo sottostante.

Premendo il pulsante Iscriviti, confermi di aver letto e di accettare la nostra Informativa sulla privacy

Il Cagliari parte bene poi crolla, l’Inter vince 3-0

I rossoblù reggono un tempo, poi la capolista prende il largo. In gol anche Barella, sardi con la testa già all’Atalanta
Paolo Rapeanu

Inter Cagliari 3-0

L’Inter aggiunge altra benzina utile a conquistare lo scudetto e il Cagliari ha, alla fine, l’onore delle armi. Nella tana nerazzurra i sardi reggono il primo tempo, terminato 0-0. Nel secondo tempo l’Inter però segna e dilaga, in rete anche il cagliaritano Barella che, almeno, non esulta dopo avere insaccato.

Un primo tempo di studio: il muro ordinato di Pisacane

Chi si aspettava una partenza a razzo dei nerazzurri è rimasto parzialmente deluso. Il primo tempo a San Siro è scivolato via senza grandi sussulti, figlio di un’Inter forse troppo sicura dei propri mezzi e di un Cagliari arrivato a Milano con il coltello tra i denti. La squadra di Pisacane, affamata di punti salvezza, non si è presentata nel ruolo della vittima sacrificale. Anzi, l’assetto dei sardi è apparso ordinato e coraggioso, capace di chiudere ogni linea di passaggio e di costringere i padroni di casa a una manovra sterile.

Al 45' il taccuino era quasi intonso: solo tre tiri in porta totali. Si è messo in luce Pio Esposito, l'anima dell'attacco interista, ma le sue conclusioni hanno trovato un Caprile attento e mai realmente in affanno. L’Inter, reduce dalla fatica contro il Como, è sembrata inizialmente imballata, faticando a scardinare il fortino rossoblù.

La metamorfosi della ripresa: l'Inter alza i giri col Cagliari

Ma il calcio, si sa, è un gioco di momenti e di mentalità. Come spesso accaduto in questa cavalcata trionfale, l'Inter è rientrata dagli spogliatoi con un volto completamente diverso. Il "piglio" da capolista è emerso con la prepotenza di un uragano. Dopo soli quattro minuti, è ancora Pio Esposito a salire in cattedra: protezione della palla da manuale e scarico per Dumfries, che però grazia Caprile calciando fuori. È il segnale che la tempesta sta arrivando.

Al 52esimo minuto, il castello difensivo del Cagliari crolla. L'azione è un manuale di calcio moderno: Barella intercetta e lancia Dimarco, il cui cross rasoterra è un invito a nozze per Marcus Thuram. L'attaccante francese deve solo appoggiare in rete, facendo esplodere i settantamila di San Siro. È l'1-0, il gol che rompe l'equilibrio e libera i fantasmi.

LEGGI ANCHE: Giulini conferma Pisacane per l’anno prossimo: “E nel 2027 cantiere per lo stadio a Cagliari”

Barella e Zielinski: il sigillo della supremazia

Passano solo quattro minuti e il raddoppio è servito. Su un pallone vagante al limite dell'area, si avventa Nicolò Barella. Il centrocampista cagliaritano colpisce con una coordinazione perfetta, spedendo la sfera dove Caprile non può arrivare. Un gol dell'ex pesante, che Barella sceglie di non esultare per rispetto dei suoi vecchi colori, venendo però sommerso dall'abbraccio dei compagni e sollevato in trionfo proprio da Thuram.

Il Cagliari, tramortito dal micidiale uno-due, prova a restare in partita, ma il divario tecnico emerge in tutta la sua evidenza. La gestione del match da parte della banda di Chivu è magistrale, un esercizio di possesso e maturità che spegne ogni velleità ospite. Nel finale, c'è gloria anche per Piotr Zielinski: il polacco si mette in proprio e, con una conclusione secca e precisa dalla distanza, fissa il risultato sul definitivo 3-0. Il Cagliari torna nell'Isola con zero punti e la testa al prossimo match, il 27 aprile con l'Atalanta.

Per ricevere gli aggiornamenti di Cagliari News nella tua casella di posta, inserisci la tua e-mail nel campo sottostante.

Premendo il pulsante Iscriviti, confermi di aver letto e di accettare la nostra Informativa sulla privacy