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Elmas, pauroso schianto nella zona industriale: due feriti gravi

Fatale, probabilmente, una mancata precedenza. Una macchina si ribalta più volte, i passeggeri escono incredibilmente con le proprie gambe
Paolo Rapeanu

Incidente con successivo “miracolo” nella zona industriale di Elmas

Due feriti gravi al Policlinico dopo un incidente fronto-laterale a Elmas: un’auto si ribalta per due volte, ma i conducenti escono miracolosamente dall’abitacolo.


Era una mattina che sembrava scorrere con il solito ritmo cadenzato dei muletti e dei tir nella zona industriale di Elmas, da tempo senza nemmeno l’ombra di un incidente. Poi, il silenzio metallico dell’area produttiva è stato squarciato da un boato sordo, quello delle lamiere che si accartocciano e del vetro che esplode in mille frammenti. Un incidente che, per dinamica e violenza, avrebbe potuto scrivere un finale tragico, ma che si è trasformato in una cronaca di incredibile sopravvivenza.

La dinamica: Lo stop “mancato” e il volo cieco

Tutto ha avuto inizio all’incrocio che taglia il cuore del distretto logistico. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai carabinieri, giunti immediatamente sul posto per i rilievi di rito, la causa scatenante sarebbe una precedenza mancata. Un’auto, posizionata in fondo alla carreggiata, avrebbe “bruciato” lo stop, immettendosi nel corridoio stradale proprio mentre sopraggiungeva il secondo veicolo.

L’impatto è stato di tipo fronto-laterale, l’angolo più critico per la stabilità di una vettura. La forza d’urto è stata tale da innescare una carambola terrificante: l’auto colpita ha perso aderenza con il terreno, trasformandosi in un proiettile impazzito. Testimoni oculari descrivono una scena da film d’azione: la vettura ha compiuto un doppio capottamento completo, ruotando su se stessa per due volte prima di arrestare la sua corsa, ridotta a un ammasso informe di metallo e plastica.

I soccorsi, in prima linea Cagliari Emergenza e poi Sardegna Sociale

La macchina dei soccorsi si è attivata con una rapidità chirurgica. La prima a giungere sul luogo del disastro è stata l’ambulanza di Cagliari Emergenza. I paramedici, constatata immediatamente la gravità della situazione, hanno richiesto il supporto dei colleghi di Sardegna Sociale e dell’unità avanzata Mike 20 dell'Areus.

Sul posto sono intervenuti tempestivamente anche i Vigili del Fuoco, necessari per mettere in sicurezza l'area e scongiurare il rischio di incendi dovuti alla perdita di carburante dai serbatoi squarciati. La scena che si è parata davanti ai soccorritori era desolante, eppure, nel bel mezzo del caos, è accaduto l’imprevedibile.

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Il miracolo: fuori con le proprie gambe

Nonostante la violenza del ribaltamento, i due protagonisti della vicenda — un uomo di 58 anni e uno di circa 35 — non sono rimasti incastrati tra i sedili. Tra lo stupore dei presenti, entrambi sono riusciti a uscire dall'abitacolo con i propri piedi, barcollando ma coscienti, prima ancora che le cesoie idrauliche dei pompieri dovessero entrare in funzione.

Tuttavia, il personale medico non si è lasciato ingannare dall'apparente lucidità dei due uomini. In questi casi, il trauma da decelerazione e l'energia cinetica assorbita dal corpo possono nascondere lesioni interne devastanti. Per questo motivo, entrambi sono stati trasportati d'urgenza al Policlinico di Monserrato in codice rosso per dinamica.

L’Inchiesta e la Sicurezza stradale

Mentre i due feriti venivano stabilizzati in ospedale, i carabinieri hanno lavorato per ore per ricostruire ogni centimetro della traiettoria dei veicoli. I detriti sparsi per decine di metri raccontano di una velocità che, unita alla distrazione fatale allo stop, ha rischiato di trasformare la zona industriale in un cimitero a cielo aperto.

Resta il monito di una mattinata di ordinaria follia stradale: in un tratto dove il traffico pesante e quello leggero si incrociano costantemente, il rispetto della segnaletica non è solo una norma burocratica, ma l'unico sottile confine tra una giornata di lavoro e una tragedia irrimediabile. Per oggi, Elmas tira un sospiro di sollievo, contando i danni materiali invece delle vite spezzate.

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