Cagliari, approvato il “profilo Alias”: svolta sui diritti civili tra applausi e polemiche
Con un voto che segna un precedente storico per il Mezzogiorno, il Consiglio Comune di Cagliari ha approvato l’istituzione del “profilo Alias. Il capoluogo sardo diventa così il primo grande centro del Sud e delle Isole ad adottare ufficialmente questa pratica amministrativa, pensata per tutelare la dignità e la privacy delle persone trans+ e non binarie.
Cos’è il “profilo Alias” e cosa prevede la mozione
Il provvedimento, nato in seno alla commissione Pari Opportunità, introduce uno strumento che consente a dipendenti comunali e utenti dei servizi pubblici di utilizzare un nome di elezione coerente con la propria identità di genere, anche in assenza di una rettifica anagrafica definitiva. La mozione impegna il Sindaco e la Giunta a una revisione profonda delle procedure burocratiche, promuovendo l’uso di un linguaggio inclusivo e attivando percorsi di formazione specifica per il personale dell’amministrazione.
Inoltre, il documento punta a estendere queste pratiche ai luoghi della cultura, come biblioteche e teatri, e alle società partecipate, prevedendo l'adesione di Cagliari alla rete RE.A.DY, il network nazionale delle pubbliche amministrazioni impegnate contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.
Il dibattito: tra visione politica e priorità amministrative
La discussione in aula ha visto contrapporsi due visioni diametralmente opposte della città. Corrado Sorrentino (Alleanza Verdi Sinistra) ha rivendicato con orgoglio il valore del provvedimento, giunto proprio nella settimana della Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia. "È un passo che va oltre l’aspetto amministrativo," ha dichiarato Sorrentino, sottolineando come l'istituzione debba prendersi cura di tutta la comunità, ringraziando realtà come ARC, AGEDO e l'Università di Cagliari per il supporto tecnico e sociale offerto negli anni.
Di segno opposto l’intervento di Pierluigi Mannino (capogruppo di Fratelli d'Italia), che ha bocciato la mozione definendola una "bandiera ideologica". Secondo l'esponente del centrodestra, la maggioranza starebbe ignorando le vere emergenze dei cittadini: "Cagliari ha strade da rifare e uffici con mesi di attesa. Impegnare soldi e personale per doppie anagrafiche e corsi di formazione significa essere distanti dai problemi reali di chi paga le tasse".