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I coniugi trovati morti in via Ghibli I coniugi trovati morti in via Ghibli

Coniugi uccisi a Cagliari, una vicina: “Ho visto Claudio Gulisano in via Ghibli il giorno dell’omicidio”

Il processo contro uno dei figli di Luigi Gulisano e Marisa Dessì entra nel vivo. Sentita anche una residente considerata testminone-chiave
Paolo Rapeanu
I coniugi trovati morti in via Ghibli

Tragedia al Quartiere del Sole: il processo Gulisano entra nel vivo a Cagliari. Sfilata di testimoni in Corte d’Assise a Cagliari: spunta il racconto della vicina
che vide l’imputato allontanarsi dopo il delitto. Al centro del giallo i debiti e i
prelievi dai conti dei genitori.

Coniugi uccisi a Cagliari

Il processo per il duplice omicidio che ha sconvolto Cagliari nel dicembre 2024
segna un punto di svolta. Questa mattina, nell’aula della Corte d’Assise presieduta dal giudice Giovanni Massidda, è andata in scena una fitta sfilata di testimoni chiamata a ricostruire le ultime ore di vita di Luigi Gulisano e Marisa Dessì, i coniugi di 79 e 82 anni uccisi nella loro abitazione di via Ghibli.

Sul banco degli imputati siede il figlio della coppia, Claudio Gulisano, 44 anni, accusato di un delitto efferato.


La testimonianza chiave della vicina sui coniugi uccisi a Cagliari
Tra le deposizioni più attese davanti al pm Rossana Alleri, spicca quella di una
vicina di casa.

La donna è considerata testimone fondamentale: ha segnalato ai Carabinieri di aver visto il 44enne uscire dall'appartamento dei genitori nelle ore dell'omicidio. Questo dettaglio ha permesso agli inquirenti di collocare con precisione la presenza dell'imputato sul luogo del delitto, smentendo eventuali tentativi di alibi.


Il movente: debiti e conti svuotati
In aula sono stati ascoltati anche il direttore della filiale Unicredit, dove sia le
vittime che l’imputato avevano i conti correnti, e alcuni amici intimi della coppia.
Dalle parole dei testimoni emerge il ritratto di una situazione familiare tesa,
logorata dalle continue richieste di denaro da parte di Claudio. Un'amica di Luigi
Gulisano ha riferito delle confidenze dell'anziano padre, preoccupato per i debiti del figlio seguiti al fallimento di un market che il genitore stesso gli aveva regalato.


Secondo l’accusa, il 44enne non si sarebbe limitato alle richieste verbali: deve
rispondere infatti anche di frode informatica. Avrebbe prelevato circa 20mila euro dai conti dei genitori tramite home banking, un atto che avrebbe preceduto il tragico epilogo del 4 dicembre, quando i due anziani sono stati soffocati e strozzati tra le mura domestiche.

L’assenza dell’imputato e i prossimi passi
A differenza delle precedenti sedute, Claudio Gulisano – difeso dall’avvocato Luigi Sanna – non era presente in aula, pare per motivi di salute. Era invece presente il fratello Davide, costituitosi parte civile con l’assistenza del legale Gianluca Aste. Il dolore di una famiglia spezzata si incrocia con la fredda cronaca giudiziaria che ora punta i riflettori sui dati digitali.

La prossima udienza, fissata per il 27 maggio, sarà di natura tecnica.

L'attenzione si sposterà sull'analisi dei telefoni cellulari e, in particolare, sulle chat scambiate tra Luigi Gulisano, l'amica testimone e lo stesso imputato. Messaggi che potrebbero contenere l'ultima verità su quanto accaduto prima del silenzio tombale di via Ghibli.

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