Bracconaggio in Sardegna, operazione Ali Libere: 15 denunce
I Carabinieri Forestali del Nucleo CITES di Cagliari hanno assestato un colpo durissimo al mercato illegale della fauna selvatica. Con il supporto della Sezione Operativa Antibracconaggio (SOARDA) e la collaborazione delle Stazioni Territoriali delle province di Cagliari e Oristano, i militari hanno condotto una vasta attivitĆ di repressione. Lāazione si ĆØ concentrata sul contrasto allāuccellagione e alla cattura di avifauna migratoria, piaghe che affliggono pesantemente il Sud Sardegna.
Quindici persone nei guai tra denunce e sequestri
Il bilancio finale dellāattivitĆ conta quindici cittadini italiani denunciati a piede libero. I militari hanno sorpreso due soggetti nella provincia di Cagliari mentre piazzavano lacci metallici per la cattura di ungulati. Gli indagati agivano senza alcuna licenza di caccia. In caso di condanna, i responsabili rischiano fino a tre anni di reclusione e pesanti sanzioni pecuniarie. La perquisizione ha permesso di rinvenire 24 lacci in acciaio pronti all’uso.
Spostandosi nel Sud Sardegna, i carabinieri hanno colto altri due bracconieri durante l'esercizio della caccia in pieno periodo di divieto generale. I soggetti utilizzavano trappole a molla micidiali per catturare piccoli uccelli migratori. Per loro si prospetta lāarresto fino a un anno e la revoca definitiva del porto di fucile.
Il reato di furto venatorio e ricettazione di specie protette
Lāoperazione ha svelato dettagli ancora più inquietanti nella provincia di Cagliari. Qui, tre persone detenevano esemplari vivi di avifauna particolarmente protetta, catturati in natura tramite gabbie trappola ancora attive. I militari hanno contestato i reati di furto venatorio e tentato furto venatorio.
La morsa dei controlli ha stretto anche cinque individui accusati di ricettazione. I militari li hanno sorpresi in possesso di numerosi esemplari protetti di provenienza illecita. Se i giudici confermeranno le accuse, i soggetti rischiano pene detentive fino a otto anni. Infine, tre cittadini residenti tra Cagliari e Oristano dovranno rispondere di incauto acquisto per aver comprato uccelli protetti sul mercato nero.
La bonifica dei sentieri della morte
Lāimpegno dei carabinieri forestali ha coinvolto anche diverse associazioni di volontariato per una necessaria operazione di pulizia ambientale. I gruppi hanno bonificato numerosi sentieri disseminati di trappole aeree. Purtroppo, i militari hanno trovato diversi esemplari di pettirosso e tordo giĆ privi di vita all'interno di questi congegni.
L'attività di contrasto al bracconaggio Sardegna operazione Ali Libere ha portato al sequestro penale di un arsenale illegale: 24 lacci per ungulati, 30 trappole aeree e 4 gabbie trappola. Il dato più rilevante riguarda però il recupero di 131 esemplari vivi di specie migratorie come cardellini, verdoni, lucherini e calandre. Il valore di questi uccelli sul mercato nero sfiora i 26.000 euro.
BiodiversitĆ a rischio ed ecosistemi minacciati
I militari hanno affidato gli uccelli superstiti al Centro di Recupero Fauna Selvatica (CRAFS) di Monastir, gestito dall'Agenzia Forestas. Dopo le cure necessarie, gli esemplari hanno riacquistato la libertà in natura. L'operazione "Ali Libere" conferma che la Sardegna meridionale resta un "Black Spot", ovvero una delle zone d'Italia dove il bracconaggio assume le forme più violente e sistematiche.
I Carabinieri sottolineano come le trappole non selettive rappresentino una minaccia letale per la biodiversitĆ . Specie come la calandra rischiano l'estinzione proprio a causa di queste pratiche illegali e della perdita dell'habitat. Ogni uccello migratorio svolge un ruolo vitale nella catena alimentare e nella conservazione degli ecosistemi.
Ć obbligo rilevare che gli indagati, allo stato attuale, sono solamente indiziati di delitto. La loro posizione attende il vaglio definitivo della magistratura. Solo una sentenza passata in giudicato potrĆ confermarne l'eventuale colpevolezza, nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.