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Assiste un anziano e gli svuota il conto: denunciato un ex assessore del Sulcis

La Guardia di Finanza di Cagliari sequestra 35mila euro per l’ipotesi di peculato ai danni di un ultranovantenne
Ennio Neri

Peculato a nel Sulcis: sequestro da 35mila euro

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cagliari hanno concluso un’operazione significativa a tutela delle fasce deboli della popolazione. Gli inquirenti hanno eseguito una misura cautelare reale contro un amministratore di sostegno, giĆ  assessore ai servizi sociali in un Comune del Sulcis Iglesiente. L’autoritĆ  giudiziaria contesta il gravissimo reato di amministratore di sostegno peculato Cagliari per una cifra vicina ai 35.000 euro. L’uomo sottraeva sistematicamente queste somme al patrimonio di un assistito ultranovantenne, approfittando della propria posizione di fiducia e del mandato pubblico ricevuto dal Tribunale.

Il sospetto nato all’interno della famiglia

L’intera attivitĆ  investigativa nasce dalla denuncia coraggiosa del figlio della vittima. L’uomo riscontrava anomalie gravi nella gestione finanziaria del genitore durante il periodo compreso tra il 2020 e il 2023. I conti correnti del padre presentavano infatti ammanchi costanti e privi di una giustificazione logica. Il familiare segnalava quindi i propri dubbi alle Fiamme Gialle, avviando cosƬ una complessa ricostruzione dei flussi monetari operata dagli specialisti del nucleo di polizia economico-finanziaria. Il padre, nonostante una solida disponibilitĆ  economica, non riceveva i benefici attesi dal proprio patrimonio, che il professionista gestiva in modo del tutto opaco.

Le spese folli incompatibili con la vita in RSA

L'aspetto più amaro della vicenda riguarda la natura delle uscite finanziarie registrate sul conto dell'anziano. Gli accertamenti bancari evidenziavano oltre 40 pagamenti tramite POS del tutto estranei alle reali necessità di un uomo di oltre novant'anni residente stabilmente in una struttura per anziani. I finanzieri tracciavano acquisti di materiale edile, numerosi rifornimenti di carburante e persino acquisti presso negozi di articoli per l'infanzia. La lista dei prelievi e dei pagamenti prosegue con scontrini provenienti da ottici, negozi di autoricambi, gommisti e diverse gelaterie della zona. Oltre a queste transazioni elettroniche, l'indagato effettuava più di 80 prelievi in contanti. Tali operazioni non trovavano alcun nesso con la vita quotidiana dell'anziano, il quale riceveva assistenza completa all'interno della RSA e non possedeva più veicoli da riparare o rifornire.

L'accusa di peculato e la mancata trasparenza

La Procura della Repubblica di Cagliari ipotizza ora il reato di peculato ai sensi dell'articolo 314 del codice penale. L'amministratore di sostegno riveste infatti la qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio durante l'esercizio delle sue funzioni di gestione patrimoniale. L'indagato utilizzava il denaro per fini personali, omettendo sistematicamente gli obblighi di rendicontazione periodica che la legge impone verso il giudice tutelare. Questo comportamento opaco permetteva di celare le distrazioni di denaro per anni. Addirittura, le sottrazioni proseguivano per diversi mesi dopo la fine ufficiale dell'incarico, segno di una gestione che i finanzieri definiscono spregiudicata e priva di scrupoli morali.

Il sequestro dei beni e la tutela sociale

Per garantire il recupero delle somme illecitamente sottratte, i militari davano esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dalla Procura. Il provvedimento colpisce beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie dell'ex assessore fino al raggiungimento dei 35 mila euro contestati. La Guardia di Finanza ribadisce con questa operazione il proprio impegno costante nella prevenzione degli illeciti che colpiscono i cittadini più vulnerabili. La correttezza degli amministratori di sostegno rappresenta un pilastro fondamentale per la tenuta sociale del territorio, specialmente quando si tratta di proteggere chi soffre di precarie condizioni di salute e necessita di una rappresentanza legale onesta.

L'intervento delle Fiamme Gialle assicura che figure istituzionali e professionisti operino sempre nell'alveo della legalitĆ  e della trasparenza. La tutela del patrimonio di chi non possiede i mezzi per difendersi resta una prioritĆ  assoluta per le forze dell'ordine e per la magistratura inquirente, impegnate a sradicare abusi di potere che minano profondamente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni locali.

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