Neonazismo, blitz a Cagliari: perquisizioni per propaganda online
Unāimponente operazione di contrasto allāestremismo di destra scuote l’Italia e tocca da vicino la Sardegna. La Polizia di Stato, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Milano, ha eseguito questa mattina numerose misure cautelari e perquisizioni in diverse cittĆ italiane. Tra i territori coinvolti spicca il capoluogo isolano, dove gli agenti hanno condotto accertamenti mirati. Il blitz neonazismo a Cagliari rientra in un’indagine complessa che ha portato all’arresto domiciliare di un diciannovenne di Pavia, considerato il vertice di un sodalizio dedito alla propaganda d’odio e all’apologia del genocidio.
La rete suprematista e il coinvolgimento di Cagliari
L’inchiesta nasce dal costante monitoraggio del web da parte della Sezione Antiterrorismo della D.I.G.O.S. di Milano. Gli investigatori hanno individuato uno spazio virtuale denominato “Chat Terza Posizione”, accessibile a chiunque e ispirato a formazioni eversive degli anni Settanta. All’interno di questa piattaforma, il gruppo diffondeva contenuti marcatamente antisemiti, neonazisti e suprematisti. Il blitz neonazismo a Cagliari ha visto impegnati gli operatori della Questura locale in esecuzione di decreti di perquisizione emessi sia dalla Procura ordinaria che da quella per i Minorenni. Gli inquirenti hanno infatti riscontrato la presenza di giovanissimi sardi tra i membri più attivi di queste comunitĆ virtuali.
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L'ideologia dell'odio e il Manifesto della Terza Posizione
Il diciannovenne arrestato gestiva canali ad hoc per la diffusione di materiale propagandistico. Insieme ad altri indagati, il giovane aveva redatto un documento ideologico intitolato "Manifesto della Terza Posizione". Questo testo in cinque punti conteneva propositi eversivi e violente asserzioni contro il popolo ebraico. Gli indagati esaltavano apertamente autori di stragi suprematiste, come Brenton Tarrant, responsabile dell'attacco di Christchurch del 2019. L'attivitĆ di polizia giudiziaria legata al blitz neonazismo a Cagliari punta a verificare quanto questo materiale abbia influenzato i residenti coinvolti e se esistano collegamenti con azioni concrete sul territorio regionale.
Dalla propaganda virtuale agli squadroni d'azione
La pericolositĆ del gruppo risiede nel tentativo di trasformare l'odio digitale in violenza reale. Gli amministratori delle chat incitavano i membri a organizzare "Squadroni d'Azione Rivoluzionaria" per compiere atti violenti in linea con le finalitĆ del sodalizio. Il monitoraggio ha rivelato anche contenuti legati alla cosiddetta "white jihad", una forma di ibridazione ideologica che unisce elementi neonazisti a istanze tipiche del terrorismo jihadista, con l'antisemitismo come denominatore comune. Il blitz neonazismo a Cagliari serve proprio a recidere questi processi di radicalizzazione prima che possano sfociare in gravi delitti contro la sicurezza pubblica.
Minorenni nel mirino degli inquirenti
Un dato allarmante dell'indagine riguarda l'etĆ dei coinvolti. Su quattordici decreti di perquisizione eseguiti oggi, ben nove riguardano minorenni. Anche nell'ambito del blitz neonazismo a Cagliari, l'attenzione degli investigatori si concentra sulla vulnerabilitĆ dei giovanissimi, facilmente influenzabili dalle tecniche di reclutamento online. Le autoritĆ hanno giĆ collegato alcuni membri del gruppo ad azioni delittuose rivendicate sul web in passato. Il caso di un minore arrestato lo scorso dicembre per addestramento con finalitĆ di terrorismo conferma il rischio di emulazione. La sinergia tra le diverse D.I.G.O.S. territoriali assicura una risposta ferma contro chi sfrutta la fragilitĆ adolescenziale per fini eversivi.
I nuovi gruppi e la fabbricazione di esplosivi
Le indagini hanno fatto emergere ulteriori realtĆ sommerse, come il gruppo "Nuova Italia", amministrato da giovani che si definivano "Presidente" e "Vicepresidente". Qui circolavano video concernenti la fabbricazione di esplosivi e immagini di armi da fuoco. Alcuni dei partecipanti indagati a Cagliari frequentavano regolarmente anche questi ambienti virtuali estremi. La Polizia di Stato prosegue ora l'analisi dei dispositivi informatici sequestrati durante il blitz neonazismo a Cagliari per ricostruire l'intera filiera dei contatti e prevenire potenziali minacce. La lotta all'odio razziale e alla discriminazione religiosa rimane una prioritĆ assoluta per garantire la legalitĆ e la sicurezza della collettivitĆ .