Cagliari pugno duro sui tavolini: revocata concessione al Sezzirì
Il Comune di Cagliari ha disposto una sanzione esemplare nei confronti di un’attività commerciale del centro. Attraverso la determinazione dirigenziale 4 maggio 2026, gli uffici comunali hanno sancito la revoca concessione suolo pubblico Cagliari per l’esercizio denominato “Sezzirì”, di via Settembrini. Il provvedimento non si limita alla semplice rimozione degli arredi, ma impone un pesantissimo stop burocratico: la ditta individuale coinvolta non potrà ottenere nuove autorizzazioni per l’occupazione del suolo pubblico per i prossimi 18 mesi.
La violazione durante il periodo di sospensione
La vicenda trae origine da una precedente sanzione che aveva imposto al locale la sospensione dell’attività all’aperto per due giorni, il 2 e 3 febbraio scorsi. Durante quel periodo, il titolare avrebbe dovuto rimuovere ogni arredo e garantire l’area libera da avventori. Tuttavia, un controllo del corpo di polizia locale, effettuato nel pomeriggio del 3 febbraio, ha accertato una realtà differente. Gli agenti hanno rilevato la presenza di una pedana di 12 metri quadrati delimitata da spalliere lignee, posizionata sopra uno stallo di sosta in totale assenza di un titolo autorizzativo valido, poiché appunto sospeso.
Le norme del regolamento comunale
Il Regolamento per la concessione del suolo pubblico del Comune di Cagliari parla chiaro. L’articolo 18 stabilisce che in caso di mancata attuazione, anche solo parziale, di una sanzione irrogata, la concessione decade automaticamente. Il mancato rispetto dell’ordine di rimozione degli arredi durante i giorni di sospensione ha fatto scattare l’applicazione del comma 9. Oltre alla decadenza immediata del titolo attuale, il comma 14 dello stesso regolamento prevede l’impossibilità di richiedere nuove concessioni per un anno e mezzo, un colpo durissimo per un’attività che punta molto sul ristoro all’aperto.
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L'iter burocratico e il silenzio della ditta
L'amministrazione comunale ha seguito rigorosamente le procedure previste dalla leggì. Lo scorso 19 marzo, il Servizio Suape. ha notificato alla ditta l'avvio del procedimento sanzionatorio, offrendo la possibilità di presentare memorie scritte o documenti difensivi. Tuttavia, la ditta individuale non ha prodotto alcuna documentazione né ha tentato di avvalersi delle facoltà previste dal regolamento per mitigare la sanzione. Constatata l'assenza di osservazioni da parte del privato, il dirigente ha proceduto alla definizione del provvedimento di decadenza, operativo dal momento della notifica.
Il ruolo della polizia locale e i ricorsi
Spetterà ora ai carabinieri e, in via principale, alla polizia locale vigilare sul rispetto della determinazione. Gli arredi dovranno sparire definitivamente dalla sede stradale di via Settembrini. Al titolare resta comunque la possibilità di impugnare l'atto: la legge prevede il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) della Sardegna entro 60 giorni, oppure il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni. In assenza di interventi della magistratura, lo stallo di sosta tornerà alla sua funzione originaria, privando il locale del suo spazio esterno fino alla fine del 2027.