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Liberazione, Cagliari invade le strade: 5mila in marcia per la Resistenza

Un lungo corteo colorato attraversa il centro cittadino nel segno della pace
Ennio Neri

25 aprile a Cagliari: 5mila persone in piazza per la libertà

Cagliari risponde con una partecipazione straordinaria per l’ottantunesimo anniversario della Liberazione. Un fiume umano composto da oltre cinquemila persone ha inondato le vie del centro, sfidando il tempo con un entusiasmo contagioso. La celebrazione del 25 aprile a Cagliari: 5mila persone in piazza per la libertà ha dimostrato quanto i valori della democrazia restino vivi nel cuore della Sardegna. Il corteo, partito dalla storica cornice di piazza Garibaldi, ha riunito generazioni diverse sotto un unico ideale: il rifiuto di ogni forma di oppressione.

Il clima fresco ha accompagnato i manifestanti lungo un percorso ricco di simboli. In testa alla sfilata, gli organizzatori hanno posto la corona celebrativa, un omaggio solenne ai caduti che lottarono contro il regime nazifascista. Tra la folla spiccavano le insegne del Comitato 25 aprile, seguite dalle sezioni dell’Anpi, del PCI e del collettivo Casteddu Antifascista. Non sono mancate le rappresentanze dell’associazione Italia Cuba e di Emergency, insieme a una moltitudine di bandiere giallo-blu dell’Ucraina e vessilli arcobaleno dedicati alla pace universale.

Il ricordo dei martiri e degli eroi sardi

La sosta presso il monumento ai Caduti ha rappresentato il momento più toccante della mattinata. La città ha reso omaggio ai suoi figli migliori, ricordando che Cagliari pagò un prezzo altissimo durante il secondo conflitto mondiale. I dati storici parlano chiaro: oltre 1200 morti in quasi milletrecento giorni di guerra. La deposizione della corona d’alloro è avvenuta nei pressi della Legione dei Carabinieri, intitolata alla memoria di Enrico Zuddas, il giovane eroe sardo caduto proprio nel 1945 durante le fasi finali della Resistenza.

Le istituzioni hanno partecipato attivamente alla manifestazione. Tra la folla si notavano il sindaco Massimo Zedda, il presidente del Consiglio Regionale Piero Comandini e l'assessora Barbara Manca. Quest'ultima ha rappresentato ufficialmente la presidenza della Regione, mentre Alessandra Todde celebrava la ricorrenza nella sua Nuoro. Le autorità hanno sottolineato l'importanza di difendere la Costituzione italiana, nata proprio dal sacrificio partigiano, definendola lo scudo principale contro ogni deriva autoritaria.

Gramsci e Lussu: le bussole morali della città

Un capitolo centrale della giornata ha riguardato la figura di Antonio Gramsci. Davanti al monumento cittadino, alcuni membri delle associazioni gramsciane hanno letto passi scelti del pensatore sardo. "La cultura è la capacità di comprendere la vita", recitava uno dei brani più apprezzati dai presenti. Gramsci rimane ancora oggi il simbolo di chi non si piega al silenzio imposto dalla dittatura. Un tributo simile ha onorato la memoria di Emilio Lussu in viale Bonaria, ricordando il legame indissolubile tra la Sardegna e l'antifascismo militante.

I giovani hanno giocato un ruolo da protagonisti assoluti. L’associazione Memoratu ha allestito dei grandi block notes su piedistalli, invitando i passanti a scrivere una riflessione personale sul significato attuale della parola Resistenza. Moltissimi ragazzi hanno lasciato messaggi chiedendo la fine dei conflitti in Palestina, in Iran e nel resto del mondo. Questa partecipazione attiva dimostra che la festa della Liberazione non è un mero esercizio di memoria storica, ma un impegno civico rivolto al futuro.

Un finale in musica sotto il segno di Bella Ciao

Il serpentone umano ha percorso via Sonnino e via Roma senza alcun tipo di disordine, accompagnato dalle note solenni della banda musicale San Giuseppe di Pirri. L'atmosfera è rimasta serena e carica di speranza fino all'arrivo in piazza del Carmine. Qui, dopo i discorsi ufficiali e gli interventi dei rappresentanti sindacali della Cgil, la piazza è esplosa in un coro unanime.

Le note di "Bella Ciao" hanno chiuso la manifestazione, unendo migliaia di voci in un unico canto di libertà. I riferimenti ai diritti civili e alla difesa della magistratura hanno completato il quadro di una giornata densa di contenuti politici e sociali. Cagliari ha confermato ancora una volta la sua natura di città aperta, democratica e profondamente legata alle radici della Repubblica.

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