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Cagliari, corteo del 25 aprile: il battito antifascista della città di Lussu e Gramsci

Un lungo serpentone attraversa il cuore del capoluogo
Ennio Neri

Cagliari e il corteo del 25 aprile: la memoria viva tra le strade

Il clima straordinariamente fresco accompagna oggi una partecipazione travolgente. Cagliari e l’intera Sardegna onorano la festa della Liberazione, ricordando l’insurrezione popolare che ottantuno anni fa sancì il crollo del regime nazifascista dopo anni di sofferenza e Resistenza. La consueta manifestazione parte da piazza Garibaldi, trasformandosi subito in un fiume umano carico di significato. In testa al corteo spicca una corona celebrativa, simbolo di un rispetto che il tempo non scalfisce. Il 25 aprile a Cagliari non rappresenta solo una ricorrenza da calendario, ma un momento di identità collettiva che unisce generazioni diverse sotto i valori della libertà e della Costituzione.

Bandiere e sigle nel segno dell’unità e della pace

Il corteo mostra un mosaico di colori e ideali. Tra le tantissime sigle presenti, apre la sfilata il Comitato 25 aprile, seguito dall’Anpi e da formazioni storiche come il PCI. La piazza vede la partecipazione attiva di realtà locali come Casteddu Antifascista e associazioni internazionali come Italia Cuba ed Emergency. Non mancano i vessilli giallo-blu dell’Ucraina, a testimoniare come il desiderio di libertà superi ogni confine geografico. “Celebriamo la democrazia nella città di Lussu e Gramsci”, gridano i partecipanti, ricordando il caro tributo di sangue che Cagliari offrì durante la Seconda guerra mondiale: oltre 1200 vittime in quasi milletrecento giorni di conflitto che segnarono profondamente il volto della città.

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Il ricordo dei caduti e l'omaggio alla Resistenza

La marcia prosegue solenne verso la piazza delle Rimembranze per il momento più istituzionale. La deposizione della corona ai Caduti avviene proprio accanto alla Legione dei Carabinieri, intitolata alla memoria di Enrico Zuddas, eroe della Resistenza caduto nel 1945. Alla cerimonia prendono parte numerosi rappresentanti delle istituzioni sarde, tra cui il sindaco Massimo Zedda, il presidente del Consiglio Regionale Piero Comandini e l'assessora Barbara Manca. La presenza delle autorità sottolinea il legame indissolubile tra le fondamenta della Repubblica e il sacrificio di chi lottò contro l'oppressione fascista nelle strade e sulle montagne.

La voce di Gramsci e Lussu risuona nel presente

Davanti al Monumento ai Caduti, la commemorazione dedica uno spazio profondo alla figura di Antonio Gramsci. I membri delle associazioni gramsciane leggono alcuni passi celebri del pensatore di Ales, descrivendolo come "una vittima che il regime cercò invano di silenziare". La cultura, intesa come capacità di comprendere la vita, emerge dalle sue parole come una risposta necessaria alle sfide del momento contingente che viviamo oggi. Un ricordo simile onora la memoria di Emilio Lussu nel viale Bonaria, ribadendo la centralità di questi giganti del pensiero sardo nella costruzione della coscienza democratica nazionale. Le loro idee continuano a offrire bussola e orientamento a chiunque creda nei valori civili.

Un finale di festa e musica in piazza del Carmine

Il percorso si conclude in un'atmosfera di pacifica condivisione. Il corteo imbocca via Sonnino e via Roma, sfilando davanti al porto prima di raggiungere piazza del Carmine. La banda musicale San Giuseppe di Pirri accompagna gli ultimi passi dei manifestanti, garantendo una colonna sonora solenne e gioiosa al tempo stesso. Non si registra alcun tipo di disordine, a conferma della maturità di una piazza che sa manifestare con fermezza e civiltà. Con la chiusura della manifestazione, Cagliari riafferma la propria vocazione antifascista, custode gelosa di una memoria che non vuole essere polvere, ma radice viva per il futuro dell'intera Sardegna.

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