Casi di estorsione raddoppiati tra i giovanissimi di Cagliari
Il rapporto di Save the Children fotografa un fenomeno complesso tra diminuzione di alcuni reati e crescita di altri segnali di disagio.
In Sardegna diminuiscono i minori segnalati per rapina e omicidio doloso, ma il quadro della violenza giovanile resta articolato e in parte preoccupante. Ć quanto emerge dal rapporto ā(Dis)armati. Unāindagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtĆ ā, realizzato dal Polo Ricerca di Save the Children con il sostegno di Fondazione Iris Ceramica Group ETS.
Lāanalisi restituisce unāimmagine fatta di luci e ombre: da una parte evidenzia un calo di alcune forme di criminalitĆ grave tra adolescenti, dallāaltra mette in luce nuovi segnali di criticitĆ , come lāaumento di alcuni reati e la permanenza più lunga dei minori nel sistema della giustizia minorile.
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Un fenomeno che cambia forma
Lo studio analizza lāevoluzione dei comportamenti violenti tra adolescenti, sia quando agiscono individualmente sia quando operano in gruppo. Secondo i ricercatori, non si tratta soltanto di valutare il numero dei reati, ma anche di osservare come cambiano le modalitĆ con cui questi vengono commessi e come il sistema giudiziario gestisce i giovani coinvolti.
Un elemento significativo riguarda proprio lāaumento della permanenza dei minori allāinterno del sistema penale minorile. Questa tendenza sarebbe legata anche allāapplicazione del cosiddetto Decreto Caivano, che ha introdotto misure più incisive nel contrasto alla criminalitĆ giovanile. Il risultato ĆØ che alcuni percorsi giudiziari risultano oggi più lunghi e strutturati rispetto al passato.
I dati su Cagliari: estorsioni in aumento
Guardando nello specifico al territorio di Cagliari, i dati mostrano dinamiche diverse a seconda del tipo di reato. I minori segnalati per estorsione risultano in aumento: erano tre nel 2014 e sono diventati sei nel 2024. Nel primo semestre del 2025 non si registrano segnalazioni per questo reato.
Resta invece stabile il numero dei minori segnalati per porto dāarmi. Nel 2014 erano otto e lo stesso numero si registra nel 2024, mentre nel primo semestre del 2025 i casi segnalati sono sei.
Diverso il trend per le rapine: in questo caso si osserva una diminuzione significativa. Si passa infatti da otto minori segnalati nel 2014 a tre nel 2024. Nei primi sei mesi del 2025 il dato risale leggermente, con cinque segnalazioni.
Il quadro regionale: meno reati gravi, più lesioni personali
Se si allarga lo sguardo allāintera Sardegna, emerge una riduzione dellāincidenza di diversi reati tra i minori di etĆ compresa tra i 14 e i 17 anni. Tra il 2014 e il 2024 diminuiscono le segnalazioni per rapina, con un calo di 0,12 casi ogni mille abitanti della stessa fascia dāetĆ .
In calo anche i dati relativi al porto dāarmi (-0,01 ogni mille), allāassociazione per delinquere (-0,07 ogni mille) e allāomicidio (-0,16 ogni mille).
Parallelamente, però, cresce lāincidenza dei minori segnalati per lesioni personali. Lāaumento registrato ĆØ di 0,35 casi ogni mille adolescenti tra i 14 e i 17 anni, un dato che secondo gli analisti indica come le forme di violenza possano mutare nel tempo, spostandosi verso episodi meno estremi ma più diffusi.
Estorsione, casi in aumento tra giovanissimi a Cagliari e Sardegna tra le regioni con più segnalazioni per associazione a delinquere
Il rapporto evidenzia anche alcune specificitĆ regionali. In Sardegna lāincidenza dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni denunciati o arrestati per associazione a delinquere ĆØ pari allo 0,06 per mille abitanti della stessa fascia dāetĆ , uno dei valori più alti registrati a livello nazionale.
Per quanto riguarda lāassociazione di tipo mafioso, lāincidenza ĆØ dello 0,02 ogni mille adolescenti.
Sempre tra i minori sardi, il tasso di segnalazione per lesioni personali raggiunge lā1,02 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni, mentre per il reato di estorsione si attesta allo 0,09 ogni mille.
Tra percezione e realtĆ
Il rapporto di Save the Children invita quindi a leggere i dati con attenzione. La diminuzione di alcuni reati gravi rappresenta un segnale positivo, ma non basta a definire un miglioramento complessivo della situazione.
La violenza giovanile, sottolinea lo studio, non scompare ma tende piuttosto a trasformarsi, assumendo forme diverse e talvolta meno visibili. Per questo diventa fondamentale affiancare agli interventi repressivi politiche educative, sociali e di prevenzione capaci di intercettare il disagio prima che sfoci in comportamenti criminali.