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Paura a Minneapolis, giornalista Rai di Guspini minacciata dall’Ice

Laura Cappon, inviata sarda, accerchiata dalla polizia federale anti-immigrazione di Trump protagonista di numerose violenze
Ennio Neri

Giornalista sarda Rai minacciata dall’Ice a Minneapolis

Giornalista sarda Rai minacciata dall’Ice a Minneapolis. I giornalisti Rai minacciati dall’Ice a Minneapolis finiscono al centro di un caso internazionale che scuote il dibattito sulla libertà di stampa negli Stati Uniti. Laura Cappon, sarda di Guspini, e Daniele Babbo, inviati della trasmissione Rai In Mezz’ora, si trovavano nella città del Minnesota per raccontare le tensioni esplose dopo l’uccisione dell’infermiere italo-americano Alex Pretti. Durante le riprese, agenti della polizia federale anti-immigrazione Ice hanno fermato e intimidito la troupe.

“Spaccheremo il finestrino”

Le immagini, trasmesse in onda e diffuse sui social, mostrano due auto dell’Ice che bloccano la vettura dei giornalisti. “Abbiamo una macchina davanti e una dietro, ci hanno intrappolato”, dice Cappon nel video. Tre agenti armati si avvicinano ai finestrini e intimano alla conducente di abbassarli. La risposta arriva netta: “Non sto facendo nulla di male, sto solo guidando nella mia comunità”.

Cappon e Babbo si qualificano più volte come stampa: “Italian press”. Gli agenti non arretrano. Uno di loro scandisce una frase che scatena l’indignazione: “Questo è l’ultimo avvertimento. Se continuate a seguirci spacchiamo il finestrino e vi trascineremo fuori dall’auto”.

Il contesto di Minneapolis

I giornalisti Rai minacciati dall’Ice a Minneapolis documentavano un clima sempre più teso. La città vive giorni di proteste dopo la morte di Alex Pretti, avvenuta durante un’operazione delle forze federali. Cappon e Babbo avevano seguito una ronda di attivisti che monitorano le attività dell’Ice per segnalare la presenza delle pattuglie nei quartieri.

Monica Maggioni, conduttrice del programma, commenta in studio: “È un’America irriconoscibile, un’America che esplode”. La giornalista parla di una situazione che mette in discussione le libertà democratiche.

Reazioni politiche in Italia

Il video scatena reazioni trasversali. Sandro Ruotolo definisce l’episodio “un fatto gravissimo” e parla di “intimidazione violenta contro chi stava facendo il proprio lavoro”. Peppe Provenzano chiede al governo italiano di “protestare formalmente”. Angelo Bonelli denuncia “una deriva autoritaria che spinge l’America verso una frattura da guerra civile strisciante”.

Anche Deborah Bergamini esprime solidarietà: “La libertà di informazione resta un valore universale e irrinunciabile”.

“Deve parlare il mio lavoro”

Laura Cappon sceglie parole misurate: “Deve parlare il mio lavoro. Io posso andarmene, i cittadini di Minneapolis no”.

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