Aumentano le richieste di aiuto al centro antiviolenza donne di Quartu
Non ĆØ un fenomeno marginale, nĆ© una questione di degrado sociale, quello degli sos delle donne al centro antiviolenza di Quartu. La violenza di genere nel 2025 ha il volto della normalitĆ apparente, quella che abita nelle case dei quartieri residenziali e che coinvolge persone istruite. Ć questo il primo, forte dato che emerge dal report annuale del Centro Antiviolenza Donna Ceteris, presentato contestualmente al lancio di un progetto culturale ambizioso che ha coinvolto l’intera comunitĆ di Quartu.
La fotografia del 2025: i numeri del Centro Donna Ceteris
I dati elaborati dal Centro tracciano un quadro lucido e, per certi versi, spiazzante. Nel corso dell’ultimo anno sono stati registrati 117 contatti totali, con 49 nuove prese in carico che vanno a sommarsi ai 161 percorsi giĆ attivi.
Il profilo delle utenti scardina ogni stereotipo: il 56% delle donne ĆØ coniugata e ben il 66% possiede un titolo di studio superiore (il 18% ĆØ laureata). Anche sotto il profilo occupazionale, il 24% ha un lavoro stabile, a dimostrazione che lāindipendenza economica o lāistruzione non sono, purtroppo, scudi sufficienti contro l’abuso.
- Fasce d'etĆ : La maggior parte delle donne ha tra i 31 e i 50 anni (53%), ma preoccupa il balzo tra le giovanissime (18-30 anni), che rappresentano ormai il 19% delle utenti.
- Tipologia di violenza: Gli abusi non viaggiano mai da soli. Si osserva una costante sovrapposizione tra violenza psicologica (33%) e fisica (28%), accompagnate da violenza economica (20%) e stalking (11%).
- L'identikit del maltrattante: Speculare a quello delle vittime. Nel 78% dei casi ĆØ il coniuge o convivente; il 60% degli aggressori ĆØ diplomato o laureato.
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"Dialoghi d'Amore": un mosaico di voci cittadine
Per rispondere a questa emergenza, non bastano i protocolli. Serve un cambio di paradigma culturale. Nasce cosƬ āDialoghi dāAmoreā, un micro-documentario sostenuto dallāAmministrazione Comunale di Quartu. Curato dal team di Relive Communication, il corto non ĆØ un semplice video, ma un esperimento di ascolto collettivo.
Studenti, commercianti, insegnanti e anziani dell'UniversitĆ della Terza EtĆ hanno partecipato a un percorso polifonico nelle piazze e nelle strade della cittĆ . Il risultato ĆØ un racconto orizzontale su come oggi si vivano paritĆ , conflitto e rispetto. Come sottolineato dalla Presidente di Donna Ceteris, Silvana Maniscalco: "Abbiamo scelto di ascoltare prima di raccontare. Il cambiamento culturale riguarda tutti e tutte".
Istituzioni in prima linea: una sede definitiva per il Centro
La presentazione del progetto ĆØ stata l'occasione per un atto formale di grande valore politico e sociale: la firma del contratto di comodato d'uso gratuito dell'immobile destinato al Centro Antiviolenza. Un passo che cementa la sinergia tra l'associazione e il Comune.
"Abbiamo regolarizzato la situazione dello stabile perchĆ© un'attivitĆ cosƬ importante merita certezze," ha dichiarato ilsindaco Graziano Milia. "CāĆØ la necessitĆ di dare punti di riferimento certi. Per vincere questa battaglia occorre diffondere una cultura più sana e corretta."
Anche l'assessore comunale Servizi Sociali, Marco Camboni, e il comandante della stazione dei carabinieri, Alessandro Ghio, hanno ribadito l'importanza di fare rete. La prevenzione della violenza, a Quartu, passa oggi per un immobile fisico e per una narrazione condivisa, trasformando la cittĆ in uno spazio attivo di consapevolezza e responsabilitĆ diffusa.