Seguici

Per ricevere gli aggiornamenti di Cagliari News nella tua casella di posta, inserisci la tua e-mail nel campo sottostante.

Premendo il pulsante Iscriviti, confermi di aver letto e di accettare la nostra Informativa sulla privacy

Barchino con 11 migranti in avaria soccorsi da un pescatore nel sud Sardegna, grande festa

VIDEO- L’imbarcazione notata da Mirko Serra. I malcapitati portati a riva tra gioia e abbracci
Paolo Rapeanu

Undici algerini migranti in cerca di futuro migliore, il salvataggio del barchino di Mirko Serra nel sud Sardegna

Non ci sono riflettori, non c’è il tappeto erboso di Annaba e non c’è il tifo assordante degli spalti. Eppure, a due miglia dalla costa sud-occidentale della Sardegna, ĆØ andata in scena la “partita” più importante della vita. Il campo di gioco ĆØ un barchino alla deriva; gli atleti sono undici ragazzi algerini con il fiato corto e il motore in avaria; l’arbitro, trasformatosi per l’occasione in allenatore e soccorritore, ĆØ Mirko Serra, guida di pesca sportiva che quella mattina non cercava tonni, ma ha trovato destini.

L’impatto nel blu: l’avaria che ferma il tempo

Quegli undici ragazzi avevano navigato per ventiquattro ore filate, con l’orizzonte che sembrava non arrivare mai. Poi, a un passo dal traguardo, il silenzio: il motore cede, la barca si ferma, l’inerzia della corrente diventa l’unica bussola.

Quando il gommone di Mirko Serra ha intercettato quel guscio di noce, l’atmosfera non era quella del dramma cupo, ma quella di una stanchezza infinita mista a un barlume di sollievo. Erano lƬ, bloccati nel “nulla” che precede la terra ferma, con la costa sarda che giĆ  profumava di macchia mediterranea ma restava irraggiungibile.

Non sono "numeri", non ĆØ "carico residuale". Sempicemente, un barchino di migranti.

L’etica della guida: "Sarei il primo a salire su quel barchino di migranti""

La reazione di Mirko Serra rompe gli schemi del dibattito politico spesso ferocemente polarizzato. La sua non ĆØ la pietĆ  distante del burocrate, ma l’empatia viscerale dell’uomo di mare. "Non giudico questi ragazzi" – ha dichiarato Serra con una schiettezza che disarma – "Se fossi nato lƬ, sarei probabilmente il primo a salire su una barca per farmi una vita."

In questa frase c’è il rovesciamento del paradigma: la consapevolezza che il luogo di nascita ĆØ l’unica lotteria che decide se sarai tu a guidare un gommone per svago o se sarai tu a finire su un barchino per necessitĆ . Mentre si attendeva l'arrivo delle forze dell'ordine per le procedure di rito, Serra ha fatto l'unica cosa logicamente umana: ha scelto di "festeggiarli".

LEGGI ANCHE: Sbarchi di migranti senza sosta nel sud Sardegna: 99 arrivi in due giorni


Cinque minuti di tregua: il "terzo tempo" in mezzo al mare

Per cinque minuti, il Mediterraneo ha smesso di essere un confine invalicabile ed è tornato a essere ciò che era millenni fa: una piazza. Serra ha scambiato battute con loro, ha ascoltato il racconto di quel giorno di navigazione.

Questi undici ragazzi, ora nelle mani delle autoritƠ, portano con sƩ il peso di un viaggio che migliaia di loro connazionali hanno intrapreso negli anni partendo da Annaba. Ma per una volta, la cronaca non parla di naufragi o di respingimenti violenti. Parla di un incontro ravvicinato tra chi il mare lo vive per passione e chi lo affronta per disperazione, scoprendo che, in fondo, si guarda lo stesso orizzonte.

La Sardegna, con le sue coste frastagliate e la sua storia di accoglienza e isolamento, resta lƬ a guardare, consapevole che finchƩ ci saranno palloni che rotolano e motori che si fermano, il mare continuerƠ a raccontare storie di uomini, non di fantasmi.

Per ricevere gli aggiornamenti di Cagliari News nella tua casella di posta, inserisci la tua e-mail nel campo sottostante.

Premendo il pulsante Iscriviti, confermi di aver letto e di accettare la nostra Informativa sulla privacy