Uno straniero di 32 anni muore dopo due giorni di agonia. La Garante regionale attacca: “Stato complice di un sistema al collasso”.
Non ce lโha fatta il giovane di 32 anni, di nazionalitร straniera, che due giorni fa aveva tentato di togliersi la vita , vicino ad altri detenuti, all’interno della propria cella nel carcere di Uta. Dopo quarantotto ore di agonia trascorse in un letto d’ospedale, il decesso รจ stato confermato nelle ultime ore. Una notizia che riaccende prepotentemente i riflettori sulla drammatica situazione delle carceri sarde e italiane, trasformatesi troppo spesso in luoghi di disperazione estrema.
La cronaca della tragedia, a Uta troppi detenuti “a rischio”
“Il gesto estremo era avvenuto domenica. Il detenuto era stato soccorso immediatamente dal personale della polizia penitenziaria e dai sanitari, che erano riusciti a trasportarlo d’urgenza in ospedale”. Nonostante i tentativi dei medici di stabilizzare le sue condizioni, il quadro clinico รจ rimasto critico fino al tragico epilogo.
Questo evento rappresenta l’ennesima ferita per il penitenziario di Uta, giร al centro di numerose cronache per le difficili condizioni di gestione e la carenza di supporto psicologico adeguato per la popolazione carceraria, specialmente per i soggetti piรน fragili e privi di reti familiari sul territorio.
Irene Testa: "Detenuti a Uta, una strage nel silenzio generale"
Sulla vicenda รจ intervenuta con fermezza Irene Testa, Garante regionale delle persone private della libertร della Sardegna. La Testa conferma a Cagliari News quanto giร scritto pubbicamente sui social.Le sue parole sono un atto d'accusa durissimo contro le istituzioni:
"Quello che si รจ consumato รจ il termometro della condizione di disperazione che si respira nei nostri penitenziari", ha dichiarato Testa. "Quella che stiamo vivendo, sia nelle carceri italiane che in quelle della Sardegna, รจ una vera e propria strage che avviene nel silenzio generale. Ogni suicidio non รจ un caso isolato, ma il risultato diretto di un sistema penitenziario al collasso".
Secondo la Garante, il mix esplosivo รจ causato da tre fattori determinanti:
- Sovraffollamento cronico delle strutture;
- Abbandono dei detenuti e del personale;
- Assenza totale di risposte sul fronte della salute mentale.
Il dovere dello Stato e la dignitร umana
Il cuore della denuncia di Irene Testa riguarda la responsabilitร etica e giuridica dello Stato nei confronti di chi รจ sotto la sua custodia. "Lo Stato ha il dovere di garantire dignitร e tutela della vita anche a chi รจ detenuto. Oggi questo dovere viene sistematicamente tradito", prosegue la Garante.
Le carceri, nell'analisi della Testa, hanno smesso di essere luoghi di rieducazione per diventare "bacini di disperazione", dove il disagio psichico non trova ascolto e la politica sembra guardare altrove. Il richiamo alla responsabilitร รจ netto.