Marco Dessì muore mentre torna da compagna e figlio sulla “maledetta” Statale 196 a Guspini
La “maledetta” Statale 196 ha presentato un altro conto, il più salato e ingiusto, strappando alla vita Marco Dessì, uno chef di talento di soli 34 anni, la cui esistenza è stata spezzata in un istante su quell’asfalto che troppe volte si è tinto di sangue. Lascia un bambino e una compagna.
Marco non era solo un giovane padre e un compagno devoto; era un professionista stimato, una colonna portante della ristorazione sarda d’eccellenza. Da tempo era uno dei lavoratori di punta di Pirani a Palazzo Doglio, a Cagliari. Chi lo conosceva tra i fornelli parla di lui come di un uomo infaticabile.
La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile non solo nella brigata di cucina, ma in tutto il settore alberghiero dell'isola, che oggi piange un giovane che aveva ancora tutto un futuro da scrivere e piatti da inventare.
Il dolore dei cari e delle istituzioni
Dietro il camice bianco, c’era l’uomo. Marco lascia la compagna e un figlio piccolo, un bambino che crescerà con il racconto di un padre eroe del quotidiano. È proprio questo l'aspetto che più logora l'animo degli amici e dei parenti: una famiglia distrutta nel fiore degli anni per una tragica fatalità sulla strada.
Particolarmente toccanti sono state le parole di Enzo Manunza, patron di Pirani, che ha voluto ricordare Marco con profonda commozione, sottolineando l'umanità di un ragazzo che sapeva farsi volere bene da tutti. Anche il primo cittadino di Guspini, Giuseppe De Fanti, si è fatto interprete del lutto cittadino: "È una tragedia che colpisce duramente la nostra comunità. Ci stringiamo attorno alla famiglia di Marco in questo momento di dolore inimmaginabile. La perdita di un giovane lavoratore, di un padre, è una ferita aperta per tutti noi".
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La "maledetta" Statale 196
L'incidente riaccende, inevitabilmente, i riflettori sulla pericolosità della Statale 196. "Sono anni che ripeto che vanno fatti degli interventi", ricorda il sindaco di Guspini, "abbiamo già pianto troppi morti, ora basta. Conoscevo molto bene Marco, eravamo quasi vicini di casa. Esprimo la massima vicinanza e cordoglio a tutti i suoi familiari". Definita ormai da anni come "maledetta" dai residenti, l'arteria stradale continua a essere teatro di scontri fatali. Tra curve insidiose e tratti che invitano alla velocità, la sicurezza della 196 torna prepotentemente al centro del dibattito pubblico, mentre la cittadinanza chiede interventi concreti perché la vita di Marco non sia l'ennesimo numero in una statistica di morte.