Hotel e un rione universitario nel nuovo Puc a Cagliari: la sfida dell’opposizione
La battaglia politica sul governo del territorio cagliaritano entra in una fase incandescente. I consiglieri di minoranza hanno depositato una mozione dirompente che impegna l’Amministrazione a riconsiderare l’intero impianto del Piano Urbanistico Comunale (Puc). L’atto, sottoscritto dai rappresentanti del centrodestra, mira a ribaltare l’impostazione attuale per inserire obiettivi strategici come la creazione di hotel e un rione universitario a Castello nel nuovo Puc a Cagliari. Secondo i firmatari, lo strumento adottato nel 2025 manca di una visione politica chiara e si limita a una gestione burocratica che rischia di paralizzare il settore edilizio e lo sviluppo economico della città capoluogo.
Il rilancio di Castello come distretto universitario
Uno dei punti di forza della proposta riguarda la trasformazione del quartiere storico. Il documento, firmato da Pierluigi Mannino e Corrado Maxia (Fratelli d’Italia), insieme a Edoardo Tocco (Forza Italia) e Alessandra Zedda (Anima di Sardegna), individua nel rione di Castello la sede ideale per un polo accademico diffuso. L’obiettivo consiste nel frenare lo spopolamento della città murata attraverso norme urbanistiche che agevolino i cambi di destinazione d’uso degli edifici storici. La mozione propone di incentivare i proprietari privati che locano i propri immobili agli studenti, trasformando le antiche dimore in residenze moderne e funzionali. Questa strategia punta a rendere il cuore identitario di Cagliari un luogo vivo, capace di attrarre giovani e cultura, garantendo al contempo la manutenzione e il recupero del patrimonio architettonico.
Sviluppo turistico e nuovi hotel sul fronte mare
L'opposizione contesta duramente la mancanza di spazi destinati alla ricettività di alta gamma. La mozione evidenzia come il Puc attuale non riservi adeguate previsioni per l'offerta alberghiera, nonostante Cagliari rappresenti un polo turistico di rilevanza mediterranea. La visione alternativa propone l'istituzione di un polo alberghiero integrato con il waterfront, incentivando la nascita di hotel a Cagliari attraverso premialità volumetriche. I firmatari chiedono inoltre un piano organico per liberare il litorale da chioschi e strutture balneari obsolete e prive di qualità, con l'obiettivo di riqualificare paesaggisticamente la fascia costiera e restituire la piena fruizione della spiaggia ai cittadini e ai visitatori.
Il distretto sportivo e la questione degli indici volumetrici
Il documento affronta anche la crescita del comparto sportivo. L'area compresa tra la Fiera e il quartiere di Sant’Elia dovrebbe ospitare, secondo la mozione, un distretto integrato con impianti di livello regionale e nazionale. Parallelamente, i consiglieri Mannino, Maxia, Tocco e Zedda attaccano la riduzione degli indici di edificabilità fondiaria a 3 mc/mq. Questa scelta penalizzerebbe irragionevolmente i proprietari cagliaritani rispetto a quelli di altri comuni sardi che godono di indici fino a 7 mc/mq. La mozione denuncia un depauperamento del valore degli immobili e chiede il ripristino di parametri volumetrici che sostengano il comparto edilizio cittadino, evitando la fuga della popolazione verso l'hinterland.
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Parcheggi e gestione del verde: le urgenze dei residenti
La mozione non dimentica le criticità pratiche che affliggono quotidianamente la cittadinanza. Il centrodestra pretende un piano parcheggi con obiettivi temporali certi, con priorità assoluta per il quartiere di Stampace, dove la carenza di sosta compromette la qualità della vita e il commercio di prossimità. Sul fronte del decoro urbano, l'atto punta i riflettori su viale Merello e la problematica dei ficus. Le radici invasive di queste alberature danneggiano marciapiedi e fondazioni degli edifici, creando pericoli per i pedoni. La proposta impegna l'Amministrazione a valutare la sostituzione di queste piante con essenze più compatibili con il contesto urbano, criticando i progetti che sacrificano posti auto senza risolvere i problemi strutturali causati dal verde pubblico.
La richiesta di annullamento e il ricorso a professionisti esterni
L'atto conclusivo della mozione impegna la Giunta ad avviare l'istruttoria per l'annullamento in autotutela del Puc entro 30 giorni. L'opposizione suggerisce di affidare la redazione del nuovo piano a un team di professionisti esterni altamente qualificati, selezionati tramite gara pubblica. Questo passaggio garantirebbe l'imparzialità tecnica e le competenze necessarie in materia di sostenibilità ambientale e diritto amministrativo. Secondo i consiglieri di minoranza, solo una revisione profonda che metta al centro hotel e rione universitario nel nuovo Puc a Cagliari potrà restituire al capoluogo il ruolo di guida economica e sociale della Sardegna. Superando vincoli tecnici giudicati eccessivi e privi di una reale prospettiva di crescita.