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Dermatite, Sant’Efisio a Cagliari senza buoi: statua in spalla o su un mezzo dell’esercito

L’Arciconfraternita studia il piano B per la sfilata: il simulacro oscilla tra il ritorno alle origini e la soluzione motorizzata
Ennio Neri

Sant’Efisio 2026: le alternative al cocchio senza buoi

L’improvvisa crisi sanitaria causata dalla dermatite nodulare bovina impone un cambio di rotta drastico per la 370ĀŖ edizione della festa più amata dai sardi. Il blocco totale della movimentazione dei bovini cancella la presenza dei grandi gioghi, lasciando il cocchio del Santo senza il suo motore tradizionale. Tuttavia, la macchina organizzativa non si ferma. Per Sant’Efisio 2026 le alternative al cocchio trainato dai buoi rappresentano l’unico modo per garantire lo scioglimento del voto solenne e la continuitĆ  di un rito che non conosce interruzioni dal lontano XVII secolo.

Il ritorno al passato: l’ipotesi del trasporto a spalla

Una delle proposte più suggestive sul tavolo dell’Arciconfraternita riguarda il trasporto del simulacro “in spalla”. Questa soluzione evoca un’atmosfera di devozione antica e profonda, trasformando la processione in un atto di penitenza collettiva. I confratelli porterebbero il Santo lungo le vie di Stampace e verso la periferia, sorreggendo il peso della statua con turni cadenzati. Questa scelta eliminerebbe ogni problema legato alle restrizioni veterinarie, ma richiederebbe una logistica complessa per coprire i chilometri che separano Cagliari da Nora. Il fascino di un Santo che cammina tra la sua gente rappresenta però una tentazione forte per chi desidera mantenere intatta l’anima spirituale dell’evento.

La soluzione tecnologica: il mezzo militare scoperto

La seconda strada porta direttamente alla memoria dei tempi della pandemia. Tra le Sant'Efisio 2026 alternative al cocchio, l'uso di un mezzo militare appare come la soluzione più pragmatica e sicura. Un autocarro dell'Esercito o un veicolo della Protezione Civile, opportunamente addobbato con fiori e stendardi, permetterebbe al Santo di raggiungere le tappe storiche di Sarroch e Pula rispettando i tempi previsti dal cerimoniale. Questa opzione garantirebbe la massima visibilità al simulacro, che resterebbe posizionato in alto, permettendo ai fedeli di salutarlo lungo tutto il percorso stradale senza creare assembramenti pericolosi per la gestione dell'ordine pubblico.

Le parole del Presidente Andrea Loi sul voto solenne

Il dibattito interno all'Arciconfraternita del Gonfalone trova una sintesi nelle dichiarazioni del Presidente Andrea Loi. Il messaggio suona chiaro e non ammette repliche: il voto troverà compimento in ogni modo. La determinazione di Loi riflette la volontà di una città intera che non intende rinunciare al proprio simbolo identitario. Nonostante la dermatite nodulare bovina abbia messo in ginocchio gli allevatori, il Presidente assicura che la dignità del rito resterà altissima. La scelta del mezzo di trasporto avverrà domani durante l'assemblea generale, ma la certezza della partenza il 1° maggio resta il punto fermo di ogni discussione tecnica.

L'impatto sulla sfilata e sulle traccas

L'assenza dei buoi obbliga a ripensare non solo il trasporto del Santo, ma l'intero corteo delle traccas. I carri tradizionali, solitamente trainati da animali maestosi, potrebbero restare parcheggiati o sfilare in modalitĆ  statica in punti chiave della cittĆ . Questa mancanza toglie colore alla sfilata, ma spinge i gruppi folk a concentrare l'attenzione sulla bellezza degli abiti e sui canti devozionali. La comunitĆ  dei fedeli si prepara a un'edizione austera, dove il silenzio dell'assenza dei gioghi riceverĆ  il riempimento del suono delle launeddas e delle preghiere dei pellegrini a piedi.

Verso la decisione finale dell'assemblea

Domani l'Arciconfraternita comunicherĆ  ufficialmente quale delle Sant'Efisio 2026 alternative al cocchio diventerĆ  realtĆ . La scelta peserĆ  sul futuro della festa e sulla sua capacitĆ  di adattarsi alle emergenze del tempo moderno. Cagliari attende con ansia di sapere se vedrĆ  il suo martire avanzare lentamente sulle spalle dei devoti o scorrere veloce su un motore d'acciaio. In entrambi i casi, l'essenza della promessa cittadina rimarrĆ  intatta, dimostrando che Sant'Efisio vince anche sulle insidie della natura e della burocrazia sanitaria.

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