Cagliari celebra oggi un connubio perfetto tra amore per l’arte e senso civico. Un prezioso gioiello della nostra identitĆ religiosa e culturale, il Reliquiario dei SS. Martiri di Sardegna, ha appena varcato la soglia del laboratorio per una rinascita necessaria. Questo straordinario evento accade grazie a una notizia che scalda il cuore: un mecenate finanzia il restauro del Reliquiario dei Martiri di Sardegna, dimostrando come il settore privato possa proteggere concretamente il patrimonio pubblico. Il donatore ha scelto lo strumento dellāArt Bonus, affiancando le risorse della Direzione generale Bilancio del Ministero della Cultura in unāoperazione di salvaguardia senza precedenti per la Pinacoteca cittadina.
L’identitĆ del benefattore e la forza dell’Art Bonus
Il protagonista di questa vicenda ha preferito mantenere un profilo di sobria generositĆ , ma il suo impatto sulla cittĆ risulta immenso. Attraverso il credito d’imposta previsto dalla legge, il privato ha deciso di destinare fondi propri per fermare il degrado di unāopera che racconta secoli di devozione sarda. Questo finanziamento privato non rappresenta solo un passaggio di denaro, ma un atto di fiducia nelle istituzioni museali. Il gesto del mecenate permette oggi ai restauratori di intervenire su un manufatto che rischiava di perdere per sempre la sua lucentezza e la sua integritĆ strutturale. La Direzione dei Musei Nazionali di Cagliari sottolinea con forza quanto il sostegno di questi cittadini illuminati risulti vitale per la sopravvivenza dei tesori locali.
Un tesoro barocco tra ebano e avorio
L'opera oggetto dell'intervento risale al 1620 e vanta una storia affascinante. Appartenne originariamente allāArcivescovo Francisco dāEsquivel, figura chiave della Cagliari seicentesca, per poi giungere nella chiesa di San Francesco di Stampace con il corredo di Padre Gavino Felice Boy. Persino il celebre canonico Giovanni Spano, nella sua guida del 1861, descrisse con ammirazione questo maestoso armadio a due ante. Realizzato da un abilissimo ebanista di Augsburg, il reliquiario mescola materiali rari e preziosi. Il legno di pino, lāebano e il palissandro creano una struttura solida, arricchita da intarsi in avorio e tartaruga. Allāesterno, quattro ovali d'avorio narrano le vicende bibliche di Giona, mentre lāinterno degli sportelli ospita i dipinti dei quattro evangelisti, attribuiti al pennello esperto di Eugenio CajĆ©s.
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La corsa contro il tempo per fermare il degrado
I secoli hanno purtroppo lasciato ferite profonde su questa struttura complessa. Il restauro appare quanto mai urgente a causa di fessurazioni evidenti, distacchi di parti lignee e unāossidazione preoccupante delle vernici originali. Gli esperti hanno rilevato anche deformazioni dellāavorio e una pericolosa disgregazione delle ossa conservate al suo interno. Inoltre, vecchi interventi di recupero ormai obsoleti hanno peggiorato la situazione, utilizzando materiali che il tempo ha alterato. Il progetto attuale, reso possibile dal fatto che un mecenate finanzia il restauro del Reliquiario dei Martiri di Sardegna, prevede una pulitura profonda e il consolidamento di ogni superficie. I tecnici ripristineranno gli elementi di intaglio e verificheranno la tenuta statica dell'intero armadio, garantendo nuovamente la sicurezza delle reliquie.
Diagnostica e futuro: il ritorno dell'opera
Prima di toccare fisicamente il manufatto, il team di esperti eseguirĆ unāaccurata indagine diagnostica. Fotografie ad alta risoluzione e documentazioni grafiche mapperanno ogni centimetro del reliquiario per guidare la mano del restauratore con precisione chirurgica. Questo approccio scientifico assicura che il restauro rispetti l'originalitĆ dell'opera, eliminando solo le stratificazioni dannose del passato. Quando il Reliquiario dei SS. Martiri di Sardegna tornerĆ nella sua sede espositiva, lo farĆ con una nuova luce, restituendo ai cagliaritani un pezzo fondamentale della loro memoria collettiva. Il messaggio che parte oggi da Cagliari ĆØ chiaro: quando pubblico e privato collaborano, la bellezza non muore mai.