Caro gasolio e autotrasportatori sardi: camion fermi nei piazzali, ecco perchƩ scatta la protesta
Il rincaro del carburante e i costi di gestione insostenibili spingono le imprese sarde allo stop. Giacomo Meloni (Confartigianato): “Lavorare oggi significa viaggiare in perdita”.
La Sardegna si prepara a un silenzio innaturale lungo le sue arterie stradali per una volontĆ chiara degli autotrasportatori sardi. Il mondo dell’autotrasporto merci ha deciso di “spegnere i motori”, una scelta drastica che vedrĆ i mezzi pesanti restare fermi nei piazzali di sosta e nei garage nei prossimi giorni. La decisione, presa a livello nazionale da Unatras (Unione delle Associazioni nazionali più rappresentative dellāautotrasporto) e sostenuta con forza da Confartigianato Trasporti, ĆØ stata formalmente comunicata al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Non si tratta di una semplice protesta simbolica, ma di una necessitĆ economica: per molti trasportatori, oggi, restare fermi costa meno che mettersi in viaggio.
I numeri del collasso: perché il gasolio a 2,13 euro è il punto di rottura
A far precipitare la situazione ĆØ il costo del carburante, che ha raggiunto la soglia di 2,13 euro al litro. Per un settore che vive di margini ridottissimi, questa cifra rappresenta un ostacolo insormontabile. Secondo l’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, i numeri descrivono una realtĆ drammatica:
- Il carburante incide per il 35% sui costi operativi totali.
- Insieme a tasse e altre imposizioni, i costi complessivi arrivano a sfiorare il 90% dei ricavi.
- La marginalitĆ media del settore ĆØ inferiore al 3% del fatturato.
Per capire l’impatto reale sulle aziende, basta guardare ai consumi medi. Un mezzo pesante percorre circa 120 mila chilometri l’anno, consumando mediamente 36 mila litri di gasolio. “Ogni aumento di 0,25 euro al litro comporta un aggravio di circa 9 mila euro per camion, che diventano 90 mila euro per una flotta di dieci mezzi”, spiegano gli esperti dell’associazione. Un rincaro che, di fatto, azzera completamente gli utili.
Sardegna, un'isola che si ferma: l'impatto economico
Nell'Isola, il blocco assume contorni ancora più preoccupanti. Sono oltre 1.500 le imprese artigiane sarde coinvolte nel trasporto merci, con un indotto di oltre 4 mila dipendenti. Queste realtà garantiscono la movimentazione dell'80% dei beni che circolano in Sardegna, dalle derrate alimentari ai prodotti industriali.
Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Sardegna, è netto nella sua analisi: "Conviene più star fermi che viaggiare in perdita, considerato anche che il taglio lineare delle accise non ha prodotto alcun beneficio visibile". Il problema è anche finanziario: il trasportatore deve anticipare migliaia di euro per il gasolio necessario a far partire il mezzo, mentre i pagamenti delle fatture arrivano spesso dopo mesi. "Quando un mezzo esce da un magazzino, sono già stati sborsati migliaia di euro dal trasportatore", sottolinea Meloni.
Le richieste al Governo: non solo sussidi, ma interventi strutturali
Per evitare che il blocco diventi permanente e causi danni irreparabili alla catena di approvvigionamento, Unatras e Confartigianato chiedono interventi urgenti e concreti al Governo:
- Credito d'imposta e ristori: Emanazione immediata del decreto attuativo per il credito d'imposta e ristori compensativi per il mancato rimborso delle accise (200 euro ogni 1000 litri acquistati).
- Sostegno alla liquiditĆ : Sospensione temporanea dei versamenti fiscali, contributivi e previdenziali per dare respiro alle casse aziendali.
- Recupero costi: Un intervento immediato che consenta di recuperare almeno 20 centesimi per ogni litro di gasolio acquistato.
- Quadro Europeo: L'adozione di un sistema di aiuti temporaneo a livello europeo per armonizzare il settore.
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Il messaggio ai consumatori degli autotrasportatori sardi: "Noi non siamo gli speculatori"
Un punto fondamentale sollevato da Meloni riguarda la percezione pubblica dei rincari. Spesso i consumatori associano l'aumento dei prezzi sugli scaffali dei supermercati ai trasportatori, ma la realtĆ descritta da Confartigianato ĆØ opposta.
"Oggi si fa un gran parlare di speculazione che di certo non può essere imputabile a chi ha il solo compito di trasportare le merci senza guadagnare", afferma Meloni. Gli autotrasportatori stanno operando con contratti bloccati a tariffe stabilite quando il gasolio costava almeno 50 centesimi in meno al litro. L'aumento del costo del trasporto, in realtà , incide solo in minima parte sul prezzo finale del prodotto finito. La categoria si sente dunque vittima di una dinamica globale che li vede schiacciati tra costi vivi insostenibili e ricavi congelati.
Le modalitĆ attuative e le date precise dello sciopero saranno comunicate nei prossimi giorni, nel pieno rispetto del codice di autoregolamentazione. Se il Governo non fornirĆ risposte rapide, i camion nei piazzali della Sardegna potrebbero restarci a lungo.