Preoccupazione alle stelle per la sanità in Sardegna
Il consigliere regionale Corrado Meloni denuncia il caos nella sanità sarda e chiede un intervento urgente alla presidente Alessandra Todde: preoccupano i ricorsi sulle nomine e le voci sul Piano del Personale 2026.
La crisi della sanità regionale
In Sardegna la situazione della sanità continua a far discutere e a preoccupare istituzioni e sindacati. Secondo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Meloni, sull’isola “regna la disperazione”, mentre l’incertezza continua a dominare l’azienda sanitaria più grande della regione.
Al centro delle tensioni ci sono i ricorsi ancora pendenti sulle nomine dei vertici sanitari, tra cui quella dell’ASL 8. I ricorsi sono stati presentati dai direttori generali rimossi dalla Giunta guidata dalla presidente della Regione, Alessandra Todde. Una situazione che, secondo Meloni, sta contribuendo a rendere ancora più pesante il clima all’interno del sistema sanitario.
L’allarme dei sindacati
A rilanciare l’allarme sono stati anche i rappresentanti sindacali della UIL FPL. Il segretario generale Mimmo Foddis e il segretario regionale Massimo Marceddu hanno parlato apertamente di una situazione critica, denunciando il rischio di un ulteriore indebolimento del sistema sanitario regionale.
Secondo Meloni, si tratta di “grida che non possono essere schiacciate dal silenzio assordante della presidente Todde”. Il riferimento è alle voci sempre più insistenti sul Piano del Personale 2026, che starebbe alimentando forti timori tra operatori e cittadini.
Carenze di personale e caos organizzativo
Le condizioni dell’azienda sanitaria cagliaritana, già segnate da gravi carenze di personale e da un’organizzazione definita caotica, richiederebbero secondo l’esponente di Fratelli d’Italia un rafforzamento significativo degli organici.
In particolare, Meloni chiede un potenziamento del personale medico, infermieristico e del comparto sanitario, oltre a un ampliamento dei servizi. Misure che, a suo giudizio, dovrebbero andare nella direzione opposta rispetto a eventuali tagli o ridimensionamenti.
Il consigliere parla infatti di “cure dimagranti” che rischierebbero di far collassare una struttura già provata da quella che definisce la fallimentare riforma sanitaria portata avanti dal duo Todde-Bartolazzi.
Timori per gli ospedali dei territori
Ulteriori preoccupazioni riguardano il possibile ridimensionamento di due strutture ospedaliere importanti per le aree interne e costiere dell’isola: l’ospedale San Giuseppe Calasanzio di Isili e l’ospedale San Marcellino di Muravera.
Secondo quanto denunciato dalla UIL, il piano di riorganizzazione dell’ASL 8 potrebbe portare a una riduzione di personale e servizi proprio in queste strutture. Una prospettiva che Meloni giudica inaccettabile.
Le aree del Sarcidano-Barbagia di Seulo e del Sarrabus-Gerrei, sottolinea il consigliere, sono già penalizzate da una grave carenza di medici di base, pediatri e servizi ambulatoriali. Una contrazione dell’offerta sanitaria rischierebbe quindi di aggravare ulteriormente le difficoltà per i cittadini che vivono in questi territori.