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Caccia ai medici di base nelle aree disagiate sarde: “Dalla Regione sino a 2mila euro”

Più soldi ai medici di base che aprono ambulatori nelle aree disagiate sarde
Paolo Rapeanu

Più soldi ai medici di base che aprono ambulatori nelle aree disagiate sarde

Incentivi ai medici di base nelle aree disagiate sarde, la Regione rafforza la sanità territoriale. Approvato l’accordo con i sindacati della medicina generale: fino a 2mila euro al mese per i professionisti che aprono uno studio nei territori con carenza di assistenza primaria.

Un passo concreto per rafforzare la sanità di prossimità e garantire servizi essenziali anche nelle aree più periferiche.

La Giunta regionale ha approvato l’accordo siglato tra l’assessorato e le organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale che stabilisce i criteri per individuare le zone temporaneamente disagiate.

Il provvedimento nasce con l’obbiettivo di contrastare la difficoltà, soprattutto nei piccoli centri e nelle aree interne, di garantire la presenza stabile di medici di base.

Una situazione che negli ultimi anni ha creato disagi a molti cittadini.

Un incentivo per attrarre nuovi medici

L’accordo dà attuazione all’articolo 10 dell’Accordo integrativo regionale per la medicina generale e introduce una misura economica pensata per rendere più attrattiva l’apertura di ambulatori nei territori che registrano carenze temporanee di assistenza primaria.

Nel dettaglio, ai medici di assistenza primaria che sceglieranno di attivare il proprio studio nelle aree individuate come carenti sarà riconosciuta un’indennità mensile pari a 2mila euro.

La misura punta quindi a favorire una distribuzione più equilibrata dei professionisti sul territorio regionale, garantendo i servizi sanitari a cittadini.

Sanità più vicina ai cittadini

Secondo la presidente della Regione, Alessandra Todde, il provvedimento rappresenta un tassello importante nella strategia di rafforzamento della medicina territoriale.

La carenza di medici di base, infatti, è uno dei problemi più sentiti in molte realtà locali.

Attraverso l’introduzione degli incentivi economici, la Regione intende quindi rendere più semplice e conveniente per i medici scegliere di operare nelle sedi scoperte.

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Durata del contributo

L’indennità prevista dall’accordo sarà riconosciuta per un periodo massimo di due anni a partire dalla data di apertura dello studio medico. Si tratta di una misura temporanea pensata per favorire l’avvio dell’attività professionale nei territori individuati e per contribuire a stabilizzare la presenza dei medici nelle comunità locali.

Durante questo periodo, i professionisti potranno beneficiare del sostegno economico mentre costruiscono il proprio bacino di assistiti e organizzano l’attività ambulatoriale. L’auspicio dell’amministrazione regionale è che, grazie a questo supporto iniziale, gli ambulatori possano consolidarsi e continuare a operare stabilmente anche dopo la conclusione degli incentivi.

Una risposta alle esigenze dei territori

Con questa iniziativa la Regione intende dare una risposta concreta alle esigenze delle comunità locali, rafforzando la rete della medicina territoriale.

Il provvedimento rappresenta quindi non solo un intervento di sostegno ai professionisti ma anche una scelta strategica per i cittadini.

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