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Capitale del mare, Ravenna manda ko Cagliari: “Fallimento di Zedda”

La città romagnola incassa un milione, il capoluogo sardo un pugno di mosche
Paolo Rapeanu

Ravenna conquista il titolo di capitale del mare, Cagliari al palo

Cagliari sconfitta nella corsa alla Capitale Italiana del Mare 2026, vince Ravenna. per l’opposizione è “un’occasione mancata per miopia amministrativa”.


Il Comune di Cagliari, guidato dalla giunta di centrosinistra del sindaco Massimo Zedda, è stato escluso dal titolo di Capitale Italiana del Mare 2026, un prestigioso riconoscimento nazionale accompagnato da un milione di euro per valorizzare il legame tra città e mare. A portarsi a casa il bottino completo è Ravenna, “perla” dell’Adriatico. Denari che il Comune utilizzerà, come da regola, per apportare miglioramenti nel lungomare.

E scoppia subito la polemica politica. La alimenta il capogruppo di FdI, Pierluigi Mannino: "Il dossier presentato a gennaio, focalizzato su ambiente, sport e turismo, ha clamorosamente ignorato gli aspetti economici cruciali come porti, trasporti marittimi, pesca e balneari, settori vitali per l’economia isolana.
Il piano comunale si è limitato a vaghe promesse su infrastrutture sportive sostenibili e centri velici, trascurando una visione integrata sullo sviluppo commerciale-portuale, essenziale per competere con candidature più strutturate".

Per il capogruppo del primo partito di opposizione a Cagliari, "senza strategie concrete per potenziare il traffico merci, i collegamenti navali e la filiera ittica, Cagliari ha presentato un progetto monco, incapace di intercettare i fondi statali e di generare ricadute durature. Questa debacle richiama il fallimento nella corsa a Capitale Europea della Cultura, dove l’amministrazione di centrosinistra dissipò risorse e opportunità con un dossier debole e privo di appeal internazionale".

"La scarsa propensione a costruire progetti vincenti si conferma: ritardi cronici, mancanza di partnership solide con imprese e Regione e un approccio ideologico che privilegia simboli ecologici a scapito di crescita economica reale.
Questa ennesima occasione mancata evidenzia la necessità di un cambio di rotta amministrativa, per trasformare le potenzialità marittime di Cagliari in opportunità concrete di sviluppo".

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