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Claudio Gulisano e il post su Facebook che invitava alla preghiera per i genitori Claudio Gulisano e il post su Facebook che invitava alla preghiera per i genitori

Omicidio di via Ghibli a Cagliari. Claudio Gulisano: “Non ho ucciso i miei genitori”

Prima udienza del processo: l’imputato respinge l’accusa
Ennio Neri
Claudio Gulisano e il post su Facebook che invitava alla preghiera per i genitori

Cagliari processo Gulisano: duplice omicidio genitori

Claudio Gulisano, 44 anni, ha aperto la prima udienza del processo sul duplice omicidio dei genitori nella Cagliari con una dichiarazione spontanea: “Non sono stato io a uccidere i miei genitori”. I due pensionati, Luigi Gulisano e Marisa Dessì, di 79 e 82 anni, furono trovati morti nel dicembre 2024 nel loro appartamento di via Ghibli, al Quartiere del Sole.

Durante l’udienza, l’imputato ha ammesso di aver “fatto tanti errori dopo averli trovati morti in casa”, aggiungendo di pentirsi di tali comportamenti, ma ha ribadito di non aver commesso l’omicidio.

Difesa e contestazioni tecniche

Dopo le dichiarazioni spontanee, il suo avvocato ha chiesto che l'eliminazione di alcuni accertamenti del perito del tribunale, la medica legale Rita Celli. Il pubblico ministero e l’avvocato della parte civile, Davide Gulisano, fratello dell’imputato, hanno respinto tale richiesta, e la Corte d’Assise ha rigettato la tesi difensiva.

Le prossime udienze sono state fissate per il 25 marzo, quando inizierà l’escussione dei testimoni, con ulteriori sessioni il 15 aprile e il 13 maggio.

Accuse e motivazioni dell’accusa

Claudio Gulisano è imputato per duplice omicidio pluriaggravato e frode informatica. L’accusa sostiene che il 44enne avrebbe prelevato circa 20.000 euro dai conti dei genitori tramite la loro piattaforma di home banking. Secondo le indagini, l’omicidio sarebbe avvenuto il 4 dicembre 2024 mediante strozzamento e soffocamento.

Il movente indicato dalla procura sarebbe di natura economica: l’uomo avrebbe voluto ereditare proprietà e liquidità per risolvere problemi finanziari legati al fallimento di un market che il padre gli aveva ceduto. L’imputato si trova in carcere da circa un anno.

Contesto e rilevanza del processo

Il caso ha destato grande attenzione nella comunità cagliaritana e nei media locali, per la gravità del reato e per le implicazioni familiari e patrimoniali. La vicenda evidenzia l’importanza delle udienze preliminari e delle valutazioni peritali nell’accertamento delle responsabilità.

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