Wind Tre Cagliari, sciopero dei lavoratori contro la chiusura del negozio
Scatta lo sciopero dei lavoratori Wind Tre a Cagliari dopo la decisione dell’azienda di chiudere il punto vendita e proporre ai dipendenti un trasferimento a Sassari. Domani mattina, dalle 10 alle 11.30, lavoratori e lavoratrici parteciperanno a un presidio davanti all’assessorato regionale del Lavoro per chiedere una soluzione che eviti il rischio di licenziamenti.
La mobilitazione nasce dall’iniziativa delle organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil regionali. I sindacati contestano apertamente la scelta aziendale e chiedono l’intervento della Regione Sardegna per salvaguardare l’occupazione.
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La vertenza sul negozio Wind Tre
La protesta arriva dopo le prime tensioni emerse nelle scorse settimane sulla chiusura del punto vendita. L’azienda ha comunicato l’intenzione di interrompere l’attività del negozio di Cagliari entro la fine del mese, aprendo un nuovo fronte di crisi nel settore delle telecomunicazioni in Sardegna.
Secondo quanto riferiscono le organizzazioni sindacali, Wind Tre impiega nell’isola oltre 300 lavoratori tra attività dirette e indirette. La chiusura del punto vendita rischia quindi di creare un precedente preoccupante per il futuro della rete commerciale del gruppo.
Il nodo centrale riguarda il destino dei dipendenti del negozio. L’azienda ha proposto il trasferimento a Sassari, una soluzione che i lavoratori giudicano impraticabile e che i sindacati considerano di fatto equivalente a un licenziamento.
Sindacati: trasferimento inaccettabile
Le segreterie regionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil criticano duramente la posizione dell’azienda. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, Wind Tre avrebbe respinto completamente la richiesta di trovare soluzioni alternative.
I sindacati avevano proposto una strada diversa: la riqualificazione e il reinserimento del personale nelle altre attività del gruppo presenti in Sardegna. L’azienda, però, non ha accolto questa proposta.
I rappresentanti sindacali ricordano inoltre che Wind Tre Retail fa parte di un gruppo più ampio nel settore delle telecomunicazioni. In passato, in situazioni simili, il gruppo ha già riassorbito personale proveniente dai negozi in altre strutture aziendali.
Per questo motivo le organizzazioni dei lavoratori definiscono “inaccettabile il disimpegno dell’azienda” nella gestione della vertenza.
Il presidio davanti all’assessorato
La protesta di domani rappresenta un nuovo passo della mobilitazione. I lavoratori porteranno la vertenza davanti alla sede dell’assessorato regionale del Lavoro, chiedendo un intervento istituzionale per aprire un confronto con i vertici aziendali.
Il presidio segue un primo incontro che si è svolto nei giorni scorsi proprio in assessorato, durante il quale i rappresentanti sindacali hanno illustrato la situazione e le possibili alternative alla chiusura del negozio.
Con lo sciopero, i dipendenti vogliono mantenere alta l’attenzione sulla vicenda e spingere le istituzioni a svolgere un ruolo di mediazione.
L’appello alla Regione Sardegna
Le organizzazioni sindacali rivolgono un appello diretto all’assessora regionale del Lavoro Desirè Manca. I rappresentanti dei lavoratori chiedono alla Regione di aprire un dialogo con la dirigenza di Wind Tre per trovare una soluzione condivisa.
Secondo i sindacati, il tempo a disposizione risulta molto limitato. L’azienda ha infatti fissato la chiusura del negozio entro la fine del mese, una scadenza che aumenta la pressione sulla trattativa.
I lavoratori coinvolti operano nel punto vendita da molti anni, in alcuni casi da oltre vent’anni di servizio. Per questo motivo le organizzazioni sindacali chiedono un intervento rapido che permetta di mantenere l’occupazione all’interno del gruppo.
Una vertenza che riguarda il lavoro nell’isola
La vicenda del negozio Wind Tre si inserisce in un quadro più ampio che riguarda il lavoro nel settore delle telecomunicazioni in Sardegna. La presenza di centinaia di addetti nel comparto rende la vertenza particolarmente rilevante anche dal punto di vista sociale ed economico.
I sindacati ribadiscono che una soluzione esiste e che il gruppo possiede gli strumenti organizzativi per riassorbire i dipendenti in altre attività aziendali senza ricorrere a trasferimenti penalizzanti.
La mobilitazione di domani rappresenta quindi un momento decisivo. I lavoratori chiedono risposte immediate e sperano che il confronto tra azienda e istituzioni porti rapidamente a una soluzione che permetta di salvare i posti di lavoro.