Debiti “fatali” a Induno Olona, in provincia di Varese: un cagliaritano uccide un 30enne e finisce in carcere
Gesuino Corona, 50enne cagliaritano residente da tempo in Lombardia, ĆØ stato arrestato con l’accusa di omicidio. Davanti al gip ha ammesso il coinvolgimento nella morte del trentenne Enzo Ambrosino, ma ha respinto l’accusa di omicidio volontario: “Volevo solo salvare mio figlio Dimitri”.
Cagliaritano uccide un 30enne e finisce in carcere. La difsa:”Non volevo uccidere nessuno”
Durante l’interrogatorio fiume di oltre due ore davanti alla pm Marialina Contaldo, come riportato da agenzie e da siti locali,Corona ha tentato di ribaltare la narrazione del killer spietato. Davanti agli inquirenti, l’uomo ha indossato i panni del padre disperato, sostenendo di essere intervenuto in quella mischia furibonda solo per proteggere il figlio ventisettenne, Dimitri, che stava avendo la peggio.
“Volevo salvarlo, non volevo fare del male a nessuno”, ha ribadito tramite il suo legale, lāavvocato Domenico Margariti. Una tesi, quella della “difesa estrema”, che dovrĆ ora scontrarsi con i rilievi tecnici. Durante la colluttazione, avvenuta tra sprangate e fendenti, anche lo stesso Corona ĆØ rimasto ferito alla zona lombare, venendo dimesso dall’ospedale solo per essere trasferito in cella.
Ombre dal passato e conti in sospeso
Ma perché trovarsi in strada a tarda notte armati di coltelli? La bussola degli investigatori punta dritta verso un movente tanto antico quanto brutale: i soldi. Pare che il giovane Dimitri avesse un debito nei confronti di Ambrosino, una pendenza mai risolta che sabato notte è passata dalle parole ai fatti.
Il profilo di Dimitri Corona, d'altronde, era giĆ noto alle cronache locali. Solo lo scorso marzo si era reso protagonista di una folle fuga contromano a Varese, schiantandosi in largo Flaiano dopo aver forzato un posto di blocco mentre guidava in stato di ebbrezza. Un curriculum che aggiunge tensione a una dinamica familiare giĆ profondamente segnata dal disagio e dalla violenza.
Indagini blindate e nuovi sospettati
La procura di Varese si muove ora con estrema cautela. La pm Contaldo ha deciso di secretare gran parte dell'interrogatorio: una mossa strategica che suggerisce come il quadro dei partecipanti alla rissa non sia ancora completo. Al momento, oltre al fermo di Gesuino Corona, sono scattate quattro denunce per rissa e porto abusivo di armi (incluso il figlio Dimitri). Il prossimo passo sarĆ lāinterrogatorio di garanzia davanti al Gip.