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Guerra in Medio Oriente, gruppo di crocieristi di Cagliari bloccato a Dubai: “Siamo preoccupati”

La nave per la seconda notte in porto dopo lo stop al trasferimento, cresce la tensione
Ennio Neri

“Siamo preoccupati”, turisti di Cagliari bloccati a Dubai

La seconda notte di attesa sulla Msc Euribia a Dubai segna un momento di tensione crescente tra i passeggeri, molti dei quali italiani e con due gruppi di cagliaritani a bordo. Il piano originario di trasferimento verso Doha, aeroporto di partenza per il ritorno in Italia, ĆØ saltato per effetto della chiusura dello spazio aereo dovuta al conflitto in corso nella regione. La nave resta bloccata nel porto di Dubai e i turisti non possono lasciare il terminal per motivi di sicurezza.

Il blocco e la situazione a bordo

La nave avrebbe dovuto partire in direzione Doha, ma dopo l’inizio del conflitto e le successive restrizioni aeree, la MSC Euribia ha dovuto rinunciare alla partenza. Tra i passeggeri figurano due gruppi di italiani provenienti da Cagliari: uno composto da sette persone, l’altro da quattro o cinque. Questi turisti erano previsti oggi all’aeroporto di Elmas, ma la rotta si ĆØ interrotta inaspettatamente.

Il blocco della nave ha generato un clima di incertezza e preoccupazione. I passeggeri ricevono pochissime comunicazioni, e l’assenza di aggiornamenti ufficiali aumenta il disagio. Per ragioni di sicurezza, la mobilitĆ  all’interno del terminal ĆØ fortemente limitata, e nessuno può lasciare l’area.

Il racconto diretto di un crocerista cagliaritano

Giovanni Melis, 53 anni, dipendente della Parkar e crocerista a bordo, racconta all’ANSA dal ponte della nave: ā€œDa subito ci hanno rassicurato, anche il comandante. Ci stanno trattando benissimo. Però più vanno avanti le ore e più la tensione cresce, siamo preoccupati.ā€

Melis spiega che il gruppo di cui fa parte conta sette persone, tutte sarde. ā€œAvremmo dovuto raggiungere il porto di Doha, però poi sappiamo tutti quello che ĆØ successo e siamo rimasti fermi qui nel porto di Dubai.ā€

Dal ponte della nave, i croceristi osservano la cittĆ : ā€œApparentemente sembra tranquilla però anche il traffico non ĆØ come al solito, ĆØ un po’ ridotto. Sentiamo anche delle esplosioni, ogni tanto a fasi alterne, e comunque non abbiamo nessuna notizia su come dovremmo rimpatriare e quando. La tensione sale. Incrociamo le dita e speriamo che si facciano sentire per farci capire come si dovrĆ  risolvere la nostra situazione.ā€

L’esplosione e la tensione crescente

Nella mattinata alcuni croceristi hanno udito il boato di un’esplosione in lontananza, un evento che ha fatto salire la tensione a bordo. Nonostante ciò, le misure di sicurezza adottate nella zona di Dubai sembrano efficaci e la cittĆ  per ora resta protetta dagli eventi bellici.

Con il passare delle ore, tuttavia, l’ansia cresce. I passeggeri esprimono il desiderio di tornare presto a casa, una sensazione comune a molti italiani coinvolti nella situazione. La lontananza, l’incertezza e la preoccupazione per la situazione internazionale aggravano lo stato d’animo.

Alternative al ritorno via aerea

Alcuni passeggeri stanno considerando di organizzare autonomamente il viaggio via terra, valutando di raggiungere l’Oman e da lƬ prendere un volo verso l’Europa. Questa opzione rappresenta una scelta rischiosa e impegnativa, ma nasce dal bisogno di non restare bloccati oltre misura.

Nonostante queste valutazioni, molti preferiscono attendere le decisioni della Farnesina e la formazione di una task force per la gestione dei rientri. La nave, seppure immobile, resta al momento un rifugio relativamente sicuro rispetto alle incertezze esterne.

La speranza di un ritorno rapido

I turisti a bordo della Msc Euribia vivono momenti difficili, ma mantengono viva la speranza di un rapido ritorno in Italia. Il gruppo di cagliaritani si affida all’organizzazione delle autoritĆ  diplomatiche e alla capacitĆ  della Farnesina di coordinare il rientro in sicurezza.

La situazione conferma quanto sia fragile la mobilitĆ  internazionale in zone di conflitto e quanto il coordinamento tra istituzioni e operatori turistici risulti cruciale in momenti di crisi.

Il caso della Msc Euribia a Dubai rimane al centro dell’attenzione, simbolo delle difficoltĆ  che tanti italiani affrontano lontano da casa e della necessitĆ  di risposte rapide e sicure per garantire il rientro di tutti i turisti coinvolti.

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