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Finto PagoPA e false multe online, l’allarme truffe cresce a Cagliari

Da strumento di tutela a prova di bomba a “cavallo di Troia” digitale. Ecco come difendersi
Paolo Rapeanu

Truffe con falso PagoPA: allarme phishing anche a Cagliari

Da strumento nato per semplificare i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione a copertura perfetta per campagne di phishing sempre più sofisticate. Il nome di PagoPA S.p.A. finisce al centro di una nuova ondata di truffe digitali che colpisce cittadini in tutta Italia e anche a Cagliari.

I truffatori sfruttano grafica istituzionale, loghi credibili e linguaggio formale per costruire messaggi ingannevoli. Email e SMS annunciano multe non pagate, bolli auto scaduti o presunte sanzioni amministrative imminenti. Il testo invita a cliccare su un pulsante con scritto ā€œPaga oraā€. In quel momento scatta la trappola.

Il fenomeno in crescita

Le segnalazioni aumentano settimana dopo settimana. Anche a Cagliari diversi cittadini hanno ricevuto notifiche che sembrano ufficiali. Il link contenuto nel messaggio rimanda a siti clone che riproducono fedelmente portali pubblici. L’utente inserisce dati personali, credenziali bancarie o numeri di carta di credito convinto di regolarizzare una posizione debitoria. In realtĆ  consegna informazioni sensibili ai criminali.

La strategia punta tutto sulla pressione psicologica. I messaggi parlano di scadenze immediate, minacciano sanzioni aggiuntive e usano un tono urgente. Il destinatario reagisce d’impulso e trascura le verifiche.

Come riconoscere l’inganno

Esiste una regola chiara: PagoPA S.p.A. non invia link diretti per effettuare pagamenti all’interno di email o SMS. La presenza di un collegamento che richiede un’azione immediata rappresenta giĆ  un campanello d’allarme.

Anche la fretta deve insospettire. Qualsiasi comunicazione che impone il pagamento entro poche ore merita un controllo accurato. Verificare il mittente reale, leggere con attenzione l’indirizzo web e controllare eventuali errori grammaticali aiuta a smascherare il raggiro.

Cosa fare in caso di dubbio

Meglio accedere autonomamente ai canali ufficiali, come l’app IO o il sito dell’ente che avrebbe emesso la sanzione, digitando l’indirizzo direttamente nel browser. Se il debito esiste, comparirĆ  nei sistemi ufficiali. Se non appare alcuna pendenza, il messaggio nasconde quasi certamente un tentativo di truffa.

Chi riceve comunicazioni sospette può segnalare l’episodio alle autoritĆ  competenti, contribuendo a limitare la diffusione delle campagne fraudolente. La sicurezza digitale richiede attenzione quotidiana. La tecnologia semplifica la vita, ma solo la consapevolezza protegge davvero dati e risparmi.

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