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“Tharros Time Upon Time” apre a Oristano, la storia prende vita

Al Museo Diocesano Arborense un viaggio immersivo nell’antica città punico-romana
Ennio Neri

Tharros Time Upon Time Oristano mostra al Museo Diocesano

Il Museo Diocesano Arborense di Oristano apre le porte alla mostra Tharros. Time Upon Time, un progetto espositivo che accompagna il visitatore dentro venti secoli di storia della più celebre città punico-romana del Sinis. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Mont’e Prama e l’Arcidiocesi di Oristano, con il sostegno della Regione Sardegna, e rafforza il legame tra ricerca archeologica, divulgazione e comunità.

Un viaggio lungo duemila anni
La mostra racconta Tharros dalle fasi precedenti alla fondazione fino all’età tardoantica, coprendo un arco temporale che va dal XIV secolo a.C. al VII secolo d.C. Il percorso conduce il pubblico attraverso oggetti d’uso quotidiano, strumenti di lavoro, testimonianze materiali e ricostruzioni digitali che restituiscono la vita di una città al centro dei traffici mediterranei.

Allestimento tra scienza ed emozione
Il progetto espositivo combina rigore scientifico e linguaggi contemporanei. Video-finestre, paesaggi sonori e supporti multimediali trasformano il tempo in una dimensione quasi onirica, capace di coinvolgere i sensi e stimolare l’immaginazione. Accanto ai reperti, una ricca documentazione storica rende omaggio alle generazioni di studiosi che hanno indagato e interpretato il sito archeologico.

Il valore della memoria condivisa
L’arcivescovo di Oristano Roberto Carboni ha sottolineato l’importanza della conoscenza del passato come strumento per comprendere il presente e costruire un futuro consapevole. Secondo Carboni, Tharros racconta stratificazioni di vita, lavoro e relazioni che chiedono ancora ascolto e tutela, trasformando il patrimonio in una responsabilità collettiva.

Un patrimonio che dialoga con il territorio
Per Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama, portare Tharros nel cuore di Oristano significa rendere il patrimonio vivo, accessibile e dinamico. La collaborazione tra musei e fondazioni rafforza l’impatto culturale e amplia l’offerta turistica e scientifica dell’isola, con uno sguardo di respiro internazionale.

La città come organismo vivente
Il direttore scientifico Luca Cheri ha spiegato come il titolo della mostra rifletta una visione stratigrafica della storia. Tharros cresce attraverso sovrapposizioni culturali che ancora oggi emergono grazie alla ricerca archeologica. Il percorso invita il visitatore a immaginare i gesti quotidiani e le relazioni umane che hanno animato la città nei secoli.

Un’occasione per l’identità sarda
La direttrice del Museo Diocesano Silvia Oppo ha definito la mostra una sintesi culturale che parla dell’identità sarda. Mentre Stefano Spada, in rappresentanza della Regione, ha evidenziato il ruolo strategico dell’iniziativa per lo sviluppo del turismo culturale destagionalizzato.

La mostra si articola in due sezioni principali, dedicate alla storia degli studi archeologici e alla vita quotidiana della città antica. Tharros Time Upon Time resterà aperta al pubblico fino al 21 giugno, offrendo a cittadini e visitatori un dialogo continuo tra passato e presente.

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