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Strade “lumaca” e zero treni espresso: in Sardegna il tempo perso al volante costa 85 milioni

Minuto dopo minuto in coda o su strade tutt’altro che “veloci”, ne risente anche l’economia. Tutti i dati nel report di Confindustria
Paolo Rapeanu

Sardegna “prigioniera” di un deficit strutturale di strade e treni

Confindustria Sardegna: infrastrutture deboli, sviluppo frenato.

L’isola prigioniera di un deficit strutturale nel trasporto stradale e ferroviario che deve urgentemente cambiare.

Il Centro Studi Confindustria Sardegna ha pubblicato il report ā€œIl deficit infrastrutturale della Sardegna: strade e ferrovieā€.

ƈ uno studio che analizza quantitativamente le condizioni delle infrastrutture di trasporto dell’isola e il loro impatto sullo sviluppo economico e territoriale.

Il lavoro restituisce un quadro organico del deficit infrastrutturale sardo, che non emerge come semplice ritardo rispetto ad altre regioni italiane, ma come una configurazione oramai strutturale del territorio caratterizzata da carenze profonde, persistenti e interconnesse.

Grave l’assenza di infrastrutture autostradali e di una rete ferroviaria priva di elettrificazione, di servizi a lunga percorrenza e di livelli di velocitĆ  competitivi.

Strade e treni in Sardegna, ĆØ "un pianto": danni anche all'economia

I dati Istat e le elaborazioni di Confindustria Sardegna evidenziano una forte polarizzazione dell’accessibilitĆ : metĆ  dei Comuni nelle fasce di maggiore criticitĆ  per l’accesso.

Una quota significativa della popolazione regionale vive in territori con accessibilitĆ  ferroviaria inesistente o molto bassa, un indicatore nettamente e drammaticamente distante dalla media nazionale.

In ampie aree dell’Isola, in particolare nella parte centrale ed orientale, i tempi di accesso agli snodi infrastrutturali di trasporto risultano sistematicamente molto più elevati rispetto al resto del Paese.

Si configurano vere e proprie aree di isolamento funzionale per persone e merci.

Il report del Centro Studi Confindustria Sardegna mette quindi in relazione tale quadro infrastrutturale con le dinamiche economiche.

In particolare, viene evidenziato la correlazione tra livelli di accessibilitĆ  e reddito pro-capite.

Le elaborazioni indicano che l’aumento dei tempi medi di percorrenza ĆØ associato in Sardegna a una riduzione del reddito pro capite.

Il deficit infrastrutturale rappresenta per alcuni territori dell’isola un fattore strutturale di penalizzazione socioeconomica.

Dalle nostre stime, ogni minuto in più nei tempi di percorrenza in Sardegna a causa di strade e treni "vecchi" è associato a una riduzione complessiva del reddito annuale.

I conti sono presto fatti: considerando un milione di contribuenti residenti, compresa tra i 70 e gli 85 milioni di euro/anno.

Pur senza imputare relazioni causali dirette, l’evidenza statistica suggerisce che l’inefficienza della rete di trasporto non incide solo sulla mobilitĆ .

Rappresenta anche un vincolo economico strutturale che limita le opportunitĆ  di sviluppo, frammenta i mercati locali, riduce la competitivitĆ  delle imprese.

"Questo studio dimostra con dati oggettivi che il problema infrastrutturale della Sardegna non ĆØ una percezione, ma una realtĆ  strutturale che incide direttamente sulle possibilitĆ  di sviluppo economico e sociale dell’isola", cosƬ Andrea Porcu, direttore del Centro Studi di Confindustria Sardegna.

"Non si tratta solo di mancanza di opere, ma di un sistema che isola intere aree, aumenta i costi per le imprese, riduce l’accesso ai servizi e penalizza il reddito delle famiglie".

Che fare? "ƈ fondamentale e urgente adottare una strategia infrastrutturale organica per garantire spostamenti interni di persone e merci in linea con le altre regioni italiane ed europee".

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Tutto ciò contrasta non soltanto con la percezione comune, ma anche con le autorevoli rilevazioni di Banca d’Italia, che collocano la Sardegna all’ultimo posto tra le regioni italiane negli indicatori infrastrutturali per strade e ferrovie, con un punteggio rispettivo di 63,5 e 70,3 a fronte di un indice nazionale pari a 100.

Le ragioni di una tale contraddizione sono di doppia natura, sostanziale e formale. Dal punto di vista sostanziale, ĆØ una componente stessa del deficit infrastrutturale sardo a mascherare tali risultati: l’assenza di treni a lunga percorrenza e di una rete autostradale nell’isola rende necessario l’utilizzo, in loro vece, dei treni regionali e delle strade extraurbane principali con limite di 90 km/h, ossia:

1) Strada Statale 131 Carlo Felice.

2) Strada Statale 729 Sassari-Olbia.

3) Strada Statale 130 Iglesiente.

4) Strada Statale 291 Sassari-Alghero.

5) Strada Statale 554 Circonvallazione di Cagliari.

6) Strada Statale 195 Sulcitana, per il solo tratto iniziale tra Cagliari e Giorgino.

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