Pizza, un’industria che “lievita” anche in Sardegna
Pizza, un’industria che lievita anche in Sardegna
In Sardegna la pizza non è soltanto una passione condivisa, ma un vero e proprio comparto produttivo. L’Isola può contare su quasi duemila imprese specializzate e oltre 3500 addetti, per un volume d’affari che sfiora i 79 milioni di euro l’anno.
Numeri che raccontano la forza economica di uno dei simboli più riconoscibili del made in Italy. I dati arrivano da Confartigianato, diffusi alla vigilia della Giornata mondiale della pizza, in programma il 17 gennaio.
Otto sardi su dieci a tavola con la pizza
La pizza è entrata stabilmente nelle abitudini alimentari dei sardi: la consumano otto persone su dieci, con una spesa media che si avvicina ai 50 euro annui a testa.
Un rito collettivo che attraversa generazioni e territori, sostenendo una filiera fatta di artigiani, forni, ingredienti e tradizioni locali. "In Sardegna come nel resto d’Italia la pizza è un patrimonio culturale oltre che gastronomico – sottolinea il presidente di Confartigianato Sardegna, Giacomo Meloni. "È il risultato di un sapere tramandato nel tempo, custodito da professionisti che lavorano su qualità, autenticità e valorizzazione delle materie prime".
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I gusti degli italiani: Margherita senza rivali
Quando si parla di preferenze, non c’è partita: la Margherita resta la regina indiscussa, scelta dal 59,2% degli italiani. Alle sue spalle si piazza la Diavola, che conquista il 23,5% dei consensi, soprattutto tra gli uomini (29%) e nella fascia d’età 25-34 anni. È particolarmente apprezzata nel Triveneto, mentre riscuote meno successo nel Sud e nelle Isole.
Chiude il podio la Quattro Formaggi, al 22,8%, più amata dalle donne, in particolare over 50, e maggiormente diffusa nel Nord del Paese.
Capricciosa e Quattro Stagioni trovano invece terreno fertile tra i consumatori più maturi, con gradimento superiore al 20%.
Un fiume di ingredienti per miliardi di pizze
I numeri della produzione raccontano la dimensione del fenomeno. Ogni anno in Italia vengono sfornate circa 2,7 miliardi di pizze. Per realizzarle servono quantità impressionanti di materie prime: oltre 200 milioni di chili di farina, 225 milioni di chili di mozzarella, 260 milioni di chili di salsa di pomodoro e 30 milioni di chili di olio extravergine d’oliva.
Dati rielaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna su fonte Sigep, che fotografano un settore in continua espansione.
Pizzerie in crescita e affari da record
Nel 2024 le pizzerie attive in Italia hanno toccato quota 88793, con un balzo vicino al 25% rispetto all’anno precedente. Una crescita che si riflette anche sul fatturato complessivo del comparto, ormai oltre i 15 miliardi di euro.ù
I consumi restano elevati: ogni italiano arriva a mangiare quasi 8 chili di pizza all’anno e, per molti, l’appuntamento è fisso almeno una volta alla settimana. Un’abitudine che continua a sostenere un settore capace di unire gusto, tradizione e occupazione.