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La battaglia di Sara: “Lavoro a Sanluri ma non posso pagarmi tutte le cure”

L’appello della donna, con tanto di raccolta fondi: “La malattia durerà, purtroppo, per tutta la vita”
Paolo Rapeanu

Sara di Sanluri: “Cure non rimborsate, lavoro ma non me le posso pagare da sola”

Lavora, paga le tasse, prova a condurre una vita il più possibile normale. Ma quando le spese mediche diventano una costante e la malattia non concede tregua, anche uno stipendio può non bastare.

È la storia di Sara Caboni Portas, giovane di Sanluri, che ha deciso di rompere il silenzio e lanciare un appello pubblico per sostenere i costi delle cure di cui avrà bisogno “per tutta la vita”.

“La malattia durerà, purtroppo, per sempre. Posso lavorare, ma non riesco a coprire tutte le spese mediche”, racconta. Tra visite specialistiche, farmaci non sempre rimborsati e terapie periodiche, il conto mensile supera spesso le sue possibilità.

Dopo mesi di tentativi per far quadrare i conti, Sara ha scelto di chiedere aiuto. Ha aperto una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe, spiegando nel dettaglio la propria situazione clinica e allegando la documentazione necessaria.

“Non è facile esporsi così – confessa – ma da sola non ce la faccio. Ogni contributo può fare la differenza”. L’iniziativa ha già raccolto i primi segnali di solidarietà: amici, colleghi e semplici cittadini hanno iniziato a condividere l’appello sui social, accompagnandolo con messaggi di incoraggiamento. L’o

L'obbiettivo è garantire continuità alle terapie e affrontare con maggiore serenità un percorso che si annuncia lungo e impegnativo. La raccolta resta aperta. Per Sara non si tratta solo di un aiuto economico, ma di un sostegno morale. “Sapere di non essere sola mi dà forza”, dice.

E mentre continua a lavorare e a lottare contro una patologia cronica che non le lascia alternative, la comunità si stringe attorno a lei, trasformando un gesto individuale in una prova concreta di solidarietà collettiva.

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