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Cagliari, paziente rinuncia alla trasfusione salvavita per protestare: “Sanità allo sfascio”

Il caso in consiglio regionale. Usai, Fdi: “Chi combatte contro il cancro non reclama corsie preferenziali, ma pretende rispetto”
Ennio Neri

Sanità sarda, pazienti oncologici in protesta per cure e dignità

Un paziente affetto da mielofibrosi ha rinunciato a una trasfusione salvavita come atto di protesta. Il gesto ha acceso un faro su una situazione che molti malati oncologici vivono ogni giorno nei principali ospedali della Sardegna. Secondo Cristina Usai, consigliera regionale di Fratelli d’Italia, questo episodio rappresenta un segnale di allarme drammatico che coinvolge l’organizzazione delle cure e il rispetto della dignità delle persone fragili.

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“La rinuncia a una terapia non può diventare l’unico modo per ottenere ascolto”, afferma Usai, che firma un’interrogazione sostenuta dall’intero gruppo consiliare. La consigliera richiama l’attenzione su un sistema sanitario che, a suo giudizio, non garantisce più sicurezza e trasparenza ai pazienti oncologici.

Sale d’attesa affollate e rischi per gli immunodepressi

Molti pazienti immunodepressi affrontano lunghe attese in ambienti sovraffollati, con un’esposizione costante al rischio di infezioni. Le segnalazioni parlano anche di criticità nella gestione degli accessi venosi centrali e di comportamenti inadeguati rispetto alla delicatezza del contesto sanitario. Nonostante le lamentele ripetute, i pazienti non hanno ricevuto risposte concrete.

Secondo Usai, i malati non chiedono privilegi, ma pretendono il rispetto di diritti fondamentali. “Chi combatte contro il cancro non reclama corsie preferenziali, ma pretende sicurezza, chiarezza e rispetto”, sottolinea la consigliera.

La perdita di fiducia nel sistema sanitario

Il caso del paziente che ha rifiutato la trasfusione racconta una frattura profonda tra cittadini e istituzioni sanitarie. La disperazione, unita alla sensazione di invisibilità, ha spinto una persona fragile a mettere a rischio la propria vita per richiamare l’attenzione pubblica. Per Usai, questo scenario descrive una sanità sarda che non riesce più a tutelare chi soffre.

“Cosa deve accadere ancora per scuotere chi governa la sanità regionale?”, domanda la consigliera, che chiama in causa direttamente l’assessore competente.

La richiesta di interventi immediati

Con l’interrogazione, Fratelli d’Italia chiede verifiche rapide, controlli puntuali e correttivi urgenti. L’obiettivo punta a restituire fiducia ai pazienti e a impedire che qualcuno debba scegliere tra la propria salute e la propria dignità. La protesta dei pazienti oncologici diventa così il simbolo di una crisi più ampia, che coinvolge l’intero sistema delle cure.

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