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Sanità sarda alle corde, restano tutte le emergenze: “Pochissimi posti letto e personale insufficiente”

I sindacati non promuovono i “passi avanti” elencati dalla Todde: “Timidi segnali di miglioramento, non basta”. E la Cgil conferma la “protesta”
Paolo Rapeanu

Sanità sarda ancora tanto “malata”: Cgil, Cisl e Uil escono “insoddisfatti” dal faccia a faccia con la presidente della Regione

LA sanità sarda ancora tanto “malata”: Cgil, Cisl e Uil escono “insoddisfatti” dal faccia a faccia con la presidente della Regione, da qualche mese anche traghettatrice, ad interim, dell’assessorato regionale della Sanità. Il faccia a faccia tra sindacati e Todde finisce male: i primi si dicono “insoddisfatti” dal quadro generale e lei, la presidentessa, elenca tante migliorie pur riconoscendo che c’è ancora tanto da fare.

Se fosse una partita di calcio, il risultato finale sarebbe uno 0-0 in attesa, chissà quando, del ritorno. Ma qui c’è in ballo la salute dei sardi.

L’ANALISI DELLA TODDE- “La prima buona notizia è che raggiungeremo il target del PNRR su case e ospedali di comunità”, ha dichiarato la Presidente, ricordando il passaggio dall’8% di avanzamento nell’aprile 2024 all’obiettivo di completamento entro giugno 2026, con l’attivazione di nuovi servizi e 320 posti letto. Un risultato frutto di un “negoziato serrato con il Ministero” che ha consentito di recuperare progetti critici e rimetterli a finanziamento.

Parallelamente prosegue il lavoro sulla medicina territoriale, con la pubblicazione del bando per le sedi disagiate dei medici di medicina generale e incentivi economici per rafforzare l’attrattività: “Dobbiamo intervenire sui territori più fragili lavorando insieme ai sindaci e costruendo ulteriori leve di incentivazione”.

Emergenza-urgenza e personale

Sull’emergenza-urgenza resta attivo un tavolo tecnico. “Il miglioramento nel medio periodo è legato all’attivazione dei posti letto territoriali”, ha spiegato Todde, mentre nel breve si è intervenuti su turnazioni e gettonisti e sono stati avviati concorsi per il personale.

Sul fronte complessivo degli organici si registra un’inversione di tendenza: oltre 1.500 infermieri, 982 dirigenti medici e 943 OSS acquisiti. “Non è sufficiente rispetto alle carenze strutturali, ma la tendenza è cambiata”, ha sottolineato la Presidente, evidenziando la necessità di programmare per tempo anche alla luce dei pensionamenti previsti.

Liste d’attesa, CUP e spesa sanitaria

Sono state rafforzate le indicazioni alle ASL: “I responsabili delle liste devono essere dirigenti sanitari e il monitoraggio è mensile”. Criticità persistono nella qualità dei dati e nella gestione disomogenea dei CUP, motivo per cui è stato introdotto un coordinamento unico e stanziati 800 mila euro per la formazione.

Le prenotazioni crescono (+27% tra gennaio 2025 e gennaio 2026), mentre la capacità di risposta resta stabile al 24,8%. “Il sistema sta reggendo l’aumento della domanda, ma dobbiamo intervenire sulle prestazioni programmabili”.

Sulla spesa specialistica emergono disomogeneità territoriali: “A fronte di una domanda alta, i livelli di erogazione non sono coerenti”.

Telemedicina e cantieri ospedalieri

Raggiunto il target PNRR sulla digitalizzazione, con circa 61 milioni investiti: “Questo consente maggiore integrazione e capacità di monitoraggio”.

Per la rete ospedaliera sono confermate le tempistiche dei cantieri, con il riavvio degli interventi al Businco e a San Gavino. “È stato necessario un lavoro forte di interlocuzione per riportare i cantieri a regime”.

Terapia intensiva pediatrica

Procede il progetto della terapia intensiva pediatrica al Brotzu, con apertura prevista entro fine 2026 e sei posti letto. Attivata la collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per la formazione: “È un investimento sulle competenze oltre che sulle strutture”.

Sociosanitario e politiche sociali

Pronto il piano dei servizi alla persona, in attesa di approvazione. Rafforzato il REIS con aumento delle risorse e ampliamento della platea, mentre il fondo per la non autosufficienza raggiunge i 320 milioni.

Permangono criticità nei PLUS e nell’utilizzo dei fondi europei: “Dobbiamo migliorare il coordinamento e la capacità amministrativa dei territori”.

ADI e procedure

L’Assistenza Domiciliare Integrata supera il target PNRR, passando dal 5% all’11,69% nel 2025: “Un risultato che dimostra la capacità del sistema di raggiungere gli obiettivi”.

Ridotte del 50% le pratiche arretrate INPS, anche se persistono criticità nei tempi legate alla carenza di personale di medicina legale.

Il senso del confronto

In chiusura, la Presidente ha ribadito il valore del dialogo con le parti sociali: “Questa è una base di discussione. Il confronto implica che ci indichiate le parti da integrare e gli aspetti da approfondire”.

“Vogliamo un confronto strutturato – ha concluso – basato sui dati e non sulle percezioni, capace di incrociare le vostre sollecitazioni e migliorare le risposte del sistema sanitario e socio-sanitario regionale”.

LA UIL - "È giusto e doveroso partire da dati certi per affrontare con serietà le criticità del sistema sanitario regionale. Il cambio di passo avviato è un elemento positivo ed è certificato dai dati, ma deve essere consolidato e rafforzato con il massimo sforzo. Il personale resta insufficiente, anche se si registra un aumento delle assunzioni: un segnale importante che però non basta ancora a colmare i vuoti accumulati negli anni".

Così UIL Sardegna, UIL FP e UILP dopo l'incontro di questa mattina con la presidente della Regione Alessandra Todde su sanità e politiche sociali. Secondo il sindacato "permangono gravi carenze strutturali, a partire dalla mancanza di posti letto, in particolare nella lungodegenza e nella riabilitazione. Ma non solo. La situazione è analoga anche nelle specialistiche come traumatologia, ortopedia, pneumologia, internistica e psichiatria".

Per UIL Sardegna, UIL FP e UILP "è necessario intervenire subito – sottolineano- prevedendo un incremento concreto per affrontare il problema del sovraffollamento e garantire continuità assistenziale". Permane poi il problema della carenza cronica di personale che verrebbe risolta "assorbendo tutto quello potenzialmente acquisibile". Gli enti del servizio sanitario regionale, ricordano i sindacati, devono attuare concretamente quanto previsto dal piano aree disagiate, ma anche utilizzare i fondi provenienti dalla perequazione contrattuale o riservati ai pronto soccorso per recuperare le risorse economiche utili a rilanciare tutto il comparto sanità.

"È necessario introdurre un meccanismo chiaro di redistribuzione di risorse e personale, accompagnato da incentivi capaci di rendere attrattive le sedi più disagiate". Oggi nell'incontro si è affrontato il tema delle politiche sociali. "Si sta procedendo con un rafforzamento degli interventi e oggi si registra un avanzamento più significativo rispetto alla sanità. È un dato positivo – sottolineano UIL Sardegna, UIL FP e UILP -. Tuttavia, sanità e politiche sociali non possono viaggiare a velocità diverse: devono procedere di pari passo".

UIL Sardegna, UIL FP e UILP ribadiscono: "Non è più rinviabile lo sblocco degli atti aziendali, fermi da oltre sette mesi: un ritardo che sta paralizzando la riorganizzazione del sistema sanitario e impedendo una gestione efficace dei servizi. La sanità sarda ha bisogno di scelte concrete, non più rinviabili. La strada è ancora lunga ma bisogna continuare a lavorare per ottenere i risultati".

LA CGIL - “L'incontro di oggi sul tema della sanità ha avuto un carattere interlocutorio e non pienamente soddisfacente”: lo ha detto il segretario della Cgil Sardegna Fausto Durante dopo la riunione tra i sindacati e la presidente Todde. 

“Secondo quanto affermato stamattina sembra che ci siano timidi segnali di miglioramento del quadro generale - ha detto il segretario - ma non sono tali da modificare il nostro giudizio: occorre uno scatto in avanti e un cambio di passo nella gestione della sanità”. 

Per questo, le ragioni della chiamata alla mobilitazione già annunciata, per la Cgil restano confermate. Allo stesso tempo il sindacato lavorerà per proseguire il dialogo con Cisl e Uil. 

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