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Sanità allo sfascio, caos non stop al Brotzu: “Barelle nei corridoi e sempre meno infermieri”

La prima “cartolina” del 2026 che arriva dalla sanità è pessima come l’ultima dell’anno appena trascorso. Coi “piccoli” in affanno paga tutto, purtroppo, il più grosso ospedale sardo
Paolo Rapeanu

Sanità sotto pressione e nel caos al Brotzu: gravi criticità nel reparto di Medicina Generale 1

Una situazione definita “ancora più grave del previsto” emerge dal reparto di Medicina Generale 1 dell’ARNAS Brotzu di Cagliari.

A denunciarla è il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, che dopo aver raccolto le segnalazioni dei lavoratori ha effettuato verifiche dirette all’interno dell’unità operativa.

Secondo quanto riferito dal segretario provinciale NurSind di Cagliari, Fabrizio Anedda, il reparto ospita stabilmente un numero di pazienti superiore a quello previsto dall’accreditamento.

Si stimano almeno dieci degenti in eccesso, alcuni dei quali sistemati su barelle collocate nei corridoi, privi dei più elementari servizi assistenziali: sistemi di chiamata, ossigeno centralizzato, comodini e accessori normalmente presenti nelle stanze di degenza.

Una condizione che, sottolinea il sindacato, comporta una grave lesione del diritto alla privacy e a cure dignitose, oltre a rendere difficoltoso l’accesso ai servizi igienici.

Le barelle, disposte lungo le corsie come un “trenino”, finiscono inoltre per ostacolare il passaggio di letti, carrelli ed elettromedicali, interferendo con le normali attività assistenziali e alberghiere.

A rendere il quadro ancora più critico è la carenza di personale infermieristico.

Il rapporto infermiere-paziente arriva frequentemente a un operatore ogni 14-15 degenti, un numero ben al di sotto degli standard minimi.

A ciò si aggiunge il carico ulteriore dei pazienti “in appoggio” da altri reparti per mancanza di posti letto che richiedono terapie e assistenza.

Il risultato, denuncia NurSind, è una situazione pericolosa sia per i pazienti – che nonostante l’impegno e l’abnegazione di infermieri e operatori socio-sanitari non ricevono un’assistenza adeguata – sia per il personale, sottoposto a un sovraccarico lavorativo e a un crescente logoramento emotivo e professionale.

Non sorprende, secondo il sindacato, che molti professionisti cerchino di lasciare queste realtà lavorative alla prima occasione utile.

La mobilità, soprattutto infermieristica, è in aumento e spesso avviene tramite concorsi pubblici che consentono il cambio di azienda.

Una scelta che, precisa NurSind, non è legata alla mancanza di spirito di sacrificio, ma alla frustrazione di operare senza misure idonee a migliorare l’assistenza.

"Quando si ha a che fare con persone ammalate è fondamentale evitare sovraffollamenti e squilibri tra operatori e pazienti".

Per queste ragioni, il NurSind chiede agli organi competenti un’immediata verifica della situazione e l’adozione di misure correttive urgenti.

In assenza di interventi concreti, il sindacato annuncia che ricorrerà ad altre forme di rappresentanza e di contestazione.

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