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Sanità a Cagliari e in Sardegna alle corde: “118 al collasso, mancano la metà dei medici”

I dati, da bollino rosso, che certificano il fallimento degli ultimi “piani sanitari” della Regione: “Ambulanze senza medici e soccorritori pagati pochi euro”
Paolo Rapeanu

Emergenza sanità e 118 in Sardegna, sistema al collasso. Mancano 70 medici, la metà esatta

Il sistema di emergenza sanitaria 118 a Cagliari e in Sardegna, al pari degli altri servizi sanitari, è vicino al collasso. A denunciarlo è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Sorgia, che ha presentato un’interrogazione urgente all’assessore dell’Igiene e Sanità per chiedere interventi immediati da parte della giunta.

Secondo i dati riportati nell’atto, su un fabbisogno di 144 medici dell’emergenza pre-ospedaliera ne mancano ben 70. Un deficit pari a circa il 50 per cento dell’organico che, secondo Sorgia, mette seriamente a rischio la sicurezza dei cittadini.

La denuncia di Sorgia
I numeri parlano chiaro. "A fronte di 144 medici previsti ne mancano 70. Come può la presidente della Regione ignorare anche queste grida di aiuto?".

La denuncia del consigliere punta il dito contro una situazione definita "drammatica, causata principalmente da pensionamenti non sostituiti e dalla fuga di professionisti verso altre realtà lavorative". Il risultato, secondo l’esponente di FdI, è una progressiva demedicalizzazione di ampie aree del territorio regionale.

Territori scoperti e ambulanze senza medici
La carenza di personale riguarda diverse province dell’isola. "Tempio Pausania e Sorgono risultano completamente privi di medici nel servizio di emergenza. Porto Torres, Bosa, Ghilarza e Ozieri possono contare su una sola unità".

Il deficit complessivo si distribuisce in modo diffuso. "Nell’Oristanese mancano 16 medici, nel Sassarese 14, nel Cagliaritano 12 e nel Nuorese 11".

Una situazione che, secondo Sorgia, trasforma ogni intervento in una potenziale emergenza nell’emergenza.

"Non possiamo continuare ad assistere inermi a questa roulette russa sulla pelle dei sardi. La mancanza di medici a bordo delle ambulanze genera situazioni di estremo pericolo soprattutto per i pazienti con patologie tempo dipendenti", denuncia il consigliere di opposizione.

Il caso di Nuoro
A dimostrare la gravità della situazione, secondo il consigliere regionale, è anche un recente episodio avvenuto a Nuoro. Due ambulanze sono intervenute per un arresto cardiaco senza alcun medico a bordo.

Per Sorgia "si tratta del segnale evidente di un sistema che non riesce più a garantire il diritto primario alla salute e al soccorso".

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Il problema dei soccorritori
L’interrogazione affronta anche il tema delle condizioni di lavoro dei soccorritori delle ambulanze di base. Secondo Sorgia, queste figure fondamentali operano con compensi estremamente bassi.

"I soccorritori percepiscono rimborsi irrisori tra i 20 e i 40 euro per turni massacranti di 12 ore, assumendosi rischi enormi. È indispensabile aprire un tavolo di confronto con Areus per il corretto inquadramento e la giusta remunerazione di queste figure".

Le richieste alla giunta regionale
Il consigliere chiede
"un piano di emergenza immediato per colmare la carenza di organico, insieme a politiche di incentivo per attirare medici nelle sedi periferiche e una programmazione strutturale per il rilancio dell’intera rete ospedaliera sarda. Il diritto alla salute non può dipendere dal codice postale".

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