Sanità sarda sempre più alle corde, migliaia di sardi protestano a Cagliari
La sanità sarda allo sbando da anni, sfila a Cagliari la rabbia di tanti sardi. Sono arrivati sin dalla Gallura e dal Nuorese per chiedere “cure e visite certe”, “più medici e infermieri”, “code meno lunghe negli ospedali” e altre richieste, sempre incentrate su una migliore sanità pubblica. Il lungo corteo è partito da piazza dei Centomila e si è bloccato in via Roma, sotto le finestre del Consiglio regionale.
Sanità sarda “malata” al pari di tanti cittadini, costretti a pagare per curarsi o attendere in fila negli ospedali
I veri protagonisti sono stati i comitati, nati nel tempo, praticamente in ogni provincia e subregione sarda. Dal Nuorese, dall’Oristanese, sino ad arrivare al vasto Medio Campidano. Tanti giovani, preoccupati di dover fare i conti con costi esorbitanti nel privato per curarsi o attendere anche mesi prima di una semplice Tac.
Una delegazione dei manifestanti, compreso qualche sindaco, ha incontrato il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, con accanto la presidentessa e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde: "È stato un confronto anche duro su alcuni temi, ma nel quale è stato mostrato un grande senso di responsabilità da parte di tutti: dei rappresentanti dei Comitati e dei sindaci presenti, che hanno messo in evidenza una serie di criticità, soprattutto per quanto riguarda la sanità territoriale”. Così Piero Comandini, al termine dell’incontro
“Sia le istanze dei comitati che quelle degli amministratori comunali - ha aggiunto il Presidente - hanno trovato massima attenzione da parte di tutti i consiglieri regionali presenti, a dimostrazione che sul tema della sanità non ci possono divisioni ideologiche, ma una comune visione. Siamo tutti consapevoli - ha concluso - che sulla sanità non si gioca la credibilità della politica, ma il futuro della nostra Isola”.