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Turni infiniti e ritmi insostenibili, rimorchiatori portuali furiosi a Cagliari: “Sicurezza a rischio”

Lavorano tra lo specchio d’acqua cagliaritano e la zona di Sarroch: “In condizioni folli, costretti a operare anche 250 ore al mese. Ora basta”
Paolo Rapeanu

Ugl contro i rimorchiatori portuali di Cagliari della MedTug: “Lavoratori costretti a 250 ore mensili”

Ritmi di lavoro definiti insostenibili, turnazioni imposte senza confronto e possibili violazioni contrattuali e delle norme sulla sicurezza per i rimorchiatori portuali di Cagliari. ƈ questo il quadro denunciato dalla UGL nei confronti di Rimorchiatori Sardi MedTug, societƠ che opera nello scalo cagliaritano.

Secondo il sindacato, da quasi dodici mesi l’azienda avrebbe introdotto unilateralmente una nuova organizzazione del lavoro, mai condivisa con le organizzazioni sindacali. Una scelta che, sempre stando alla UGL, dettata da una cronica carenza di organico e che avrebbe prodotto un ricorso massiccio allo straordinario, con punte che arriverebbero fino a 250 ore mensili per singolo lavoratore.

Un carico che, denuncia la segreteria territoriale, non terrebbe nemmeno conto “dei tempi tecnici necessari per il trasferimento dal porto di Cagliari alla rada di Sarroch, con un ulteriore aggravio sul piano psicofisico. Una situazione che, prosegue il sindacato, rischierebbe di incidere non solo sulla qualitĆ  della vita dei dipendenti ma anche sulla sicurezza delle operazioni portuali”.

La UGL parla apertamente di violazioni del Contratto collettivo nazionale di lavoro e del contratto integrativo di secondo livello, risalente al 2016. Nel mirino anche la normativa interna SA8000, standard internazionale sulla responsabilitĆ  sociale che l’azienda dichiara di adottare. Disattesi gli articoli 3 e 7, relativi a condizioni di lavoro e orario.

"Siamo di fronte a un comportamento recidivo e scorretto", afferma la segreteria UGL. "Nonostante gli incontri con le rappresentanze sindacali aziendali, durante i quali si attendevano le quantificazioni economiche per il passaggio a turnazioni più sostenibili su tre o quattro squadre, l’azienda sarebbe rimasta in silenzio per circa un anno, dimostrando scarso interesse verso corrette relazioni sindacali e verso la salute dei lavoratori".

Il sindacato ha annunciato di aver giĆ  investito della questione la Capitaneria di porto di Cagliari, il Comando generale a. Roma e l’Ispettorato del lavoro del capoluogo. Agli enti ĆØ stato chiesto un intervento ispettivo per verificare il rispetto delle normative sulla sicurezza della navigazione e sull’orario di lavoro.

"Non possiamo più tollerare turni che annullano la qualità della vita e mettono a rischio la sicurezza operativa", conclude la UGL, "chiedendo il ripristino immediato delle condizioni contrattuali nazionali e preannunciando ulteriori forme di tutela in assenza di risposte rapide e concrete".

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